venerdì 18 aprile 2014

Tagliolini al caffè con pinoli, pecorino e maggiorana

Già avevo provato la sfoglia al caffè per i ravioli ripieni di zucca e mi era piaciuta molto. L’ho riprovata per fare questi tagliolini che ho condito in molto semplice con pecorino romano, pinoli e pangrattato tostati, infine ho profumato il tutto con la maggiorana.
Per fare i tagliolini ho utilizzato il troccolaturo, uno mattarello scanalato utilizzato in Puglia, nella provincia di Foggia, per fare i Troccoli una sorta di grande spaghetto simile agli spaghetti alla chitarra abruzzesi, ai tonnarelli laziali o ai bigoli veneti.






Ingredienti per due persone:

Per la sfoglia al caffè
100 g di farina 00
1 cucchiaino di caffè macinato
1 uovo

Condimento
40 g di pinoli
60 g di pecorino romano
1 cucchiaio di pangrattato
maggiorana (meglio fresca)
pepe nero
olio extra vergine di oliva

Preparazione:
In un’ampia ciotola si versa la farina setacciata, il cucchiaino di caffè macinato e l’uovo; si comincia a lavorare fino a legare gli ingredienti. Si prende il composto e si mette sulla spianatoia si lavora per 15-20 minuti, fino ad ottenere una massa omogenea, soda e liscia.  Si forma una palla, si avvolge nella pellicola e si mette in frigorifero a far riposare per mezz'ora.

Trascorso il tempo di riposo della pasta, si tira una sfoglia con il mattarello o con la macchinetta. Si ottengono i tagliolini o passando con il mattarello rigato (troccolaturo), o utilizzando la chitarra, o ripiegando la pasta e tagliandola col coltello o utilizzando la macchinetta, come preferite.   
Si sistemano i tagliolini, man mano che vengono fatti, su un piano infarinato e si lasciano asciugare.





Si porta abbondante acqua ad ebollizione, prima di versare i tagliolini si aggiungono alcune gocce di olio in modo di non farli attaccare; si versano i tagliolini e si fanno cuocere per pochi minuti, il tempo di farli venire a galla e di far riprendere il bollore dell’acqua. Durante la cottura dei tagliolini in un’ampia padella calda si fanno tostare prima i pinoli e poi il pangrattato. Una volta tostati, si mettono insieme da parte in un piatto.

Si scolano grossolanamente i tagliolini, si versano nella padella con due cucchiai di acqua di cottura si aggiunge una manciata di pecorino romano, una manciata di pangrattato e pinoli, una spolverata di maggiorana ed un filo di olio extra vergine di oliva, si fanno saltare velocemente per un minuto. S’impiattano, si spolverano con il pecorino, si aggiunge il pepe nero il restante pangrattato e pinoli e la maggiorana.






§§§


Vi auguro di passare una 


Buona Pasqua!










mercoledì 16 aprile 2014

Panzerottini ripieni di carne di tacchino e carciofi

Questi panzerottini possono essere consumati come antipasto o possono far parte di uno spuntino per una gita fuoriporta. Come ripieno ho utilizzato della carne di tacchino lessa condita semplicemente con olio extravergine di oliva, sale e pepe nero, ho aggiunto delle fettine di carciofi romaneschi saltati in padella e un dadino di fontina. Ho spennellato la superficie con un po’ di passato di pomodoro che oltre a dargli colore, ha donato un sapore in più.
Possono essere anche un modo per riciclare gli avanzi delle prossime feste.








Ingredienti
300 g di farina 0
3 g di lievito di birra secco o 9 g di lievito di birra fresco
150-200 ml circa di acqua, dipende dall’assorbimento della farina
pizzico di sale


Ripieno:
200 g circa di carne di tacchino precedentemente cotta (io lessa)
3 carciofi romaneschi
150 g di fontina
2 cucchiai di passata di pomodoro
2 cucchiai di vino bianco secco
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero



Preparazione:
In un pentolino si fa intiepidire l'acqua, se ne versa parte a riempire mezzo bicchiere in cui si unisce il lievito; si mescola e si fa sciogliere completamente per 5-6 minuti circa.
In una ciotola capiente si versa la farina setacciata, si aggiunge la farina di semola di grano duro e la farina di riso, si mescola il tutto. Si unisce il lievito e si inizia ad amalgamare aggiungendo la restante acqua e il sale. Si lavora fino a quando i liquidi saranno ben assorbiti.
Si prende l'impasto e si comincia a lavorare energicamente sulla spianatoia infarinata minimo 20 minuti, fino ad avere un composto consistente morbido ed elastico. Si dà la forma di una palla e si mette in una capiente ciotola unta di olio e si copre con un panno. Si lascia a lievitare nel forno spento fino a quando raddoppia il volume.

Nel frattempo si mondano i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, si taglia la parte alta delle foglie e parte del gambo, quest’ultimo si rifila della parte esterna più “legnosa”. Si tagliano a metà e si elimina l’eventuale peluria, si mettono in acqua fredda man mano che si pulisco, poi si tagliano a fettine.
In una padella si fa imbiondire l’aglio tagliato a pezzettini, si unisco le fettine di carciofi, si sala e si fanno cuocere a fuoco alto per alcuni minuti, poi si aggiunge un po’ di vino bianco, si fa sfumare e si abbassa la fiamma, si fanno cuocere per 10 minuti circa, aggiungendo se occorre un po’ di acqua. Si lasciano raffreddare

In una ciotola si taglia finemente la carne di tacchino, si condisce con olio extra vergine di oliva, sale e pepe nero. Si lascia insaporire.


Passato il tempo di lievitazione, si prende l’impasto si stende, si formano dei cerchi con uno stampo. Su ogni cerchio si mette un po’ di carne di tacchino, di carciofi e un dadino di fontina, si chiude a mezzaluna, si sigillano bene i bordi di chiusura. Si dispongono i panzerottini su una placca da forno rivestita di carta forno; si spennellano con la passata di pomodoro. Si mettono nel forno caldo a 190° -200° C per 20-25 minuti, dipende dal forno.







lunedì 14 aprile 2014

Spaghetti ‘alla Mario Ruoppolo’

Il piatto di oggi prende spunto dal film Il Postino di Michael Radford e Massimo Troisi del 1994.
Il film è un adattamento del romanzo di Antonio Skármeta, Il postino di Neruda, 1985; ci sono alcune modifiche nella trama e nel finale. Il romanzo è ambientato in Cile ad Isla Negra negli anni che vanno dal 1969 fino al settembre 1973 anno del golpe in Cile (18 settembre) e della morte di Pablo Neruda (23 settembre). Narra il rapporto tra il poeta cileno e Mario Jiménez il suo postino personale.
Il film invece è ambientato in Italia a Salina un’isola delle Eolie negli anni ‘50, dove trova riparo Pablo Neruda (Philippe Noiret), mandato in esilio per le sue idee politiche dal governo cileno. Qui entra in contatto con Mario Ruoppolo (Massimo Troisi) diventato il suo postino personale.
La vicinanza con il poeta sarà fondamentale per la vita del postino che, con i suoi consigli e le sue metafore poetiche, riuscirà a conquistare ed a sposare Beatrice Russo (Maria Grazia Cucinotta). Durante il banchetto di nozze, Neruda riceve la notizia di poter ritornare in Cile. Con la partenza di Neruda, Mario perde il lavoro, così “forzatamente” si mette ad aiutare la moglie e la zia nella cucina dell’osteria e mentre cucina celebra ogni ingrediente ricordando le metafore di Neruda nelle sue odi: carciofi "vestiti da guerrieri e bruniti come melagrane", pomodori "rosse viscere" aglio "avorio prezioso" sale “cristallo del mare, oblio delle onde”…













Ingredienti:
400 g di spaghetti
500 g di pomodorini
4 carciofi romaneschi 
2 spicchi di aglio
menta
basilico
olio extravergine di oliva
sale
peperoncino


Preparazione:
Si mondano i carciofi eliminando le foglie esterne più dure, si taglia la parte alta delle foglie e parte del gambo, quest’ultimo si rifila della parte esterna più “legnosa”. Si tagliano a metà e si elimina l’eventuale peluria, si mettono in acqua fredda man mano che si pulisco, poi si tagliano a fettine.
In una padella si fa imbiondire l’aglio tagliato a pezzettini con il peperoncino, si unisco le fettine di carciofi, si sala e si fanno cuocere a fuoco alto per alcuni minuti, poi si aggiunge un po’ di acqua e si abbassa la fiamma si fanno cuocere per 15-20 minuti, aggiungendo se occorre altra acqua. Una volta cotti si aggiungono alcune foglie di menta, tagliate a pezzettini.
In altra padella si mette un filo di olio extra vergine di oliva con un po’ di sale grosso, si aggiungono i pomodorini tagliati a metà, si fanno scottare per alcuni minuti.

Si fa cuocere la pasta in abbondante acqua salata, si scola al dente e si versa nella padella contenente i carciofi, si aggiunge un filo di olio extra vergine di oliva e un po’ di acqua di cottura della pasta, si fa saltare e poi si aggiungono i pomodorini scottati, si fa insaporire il tutto e si aggiunge qualche foglia di basilico.







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