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lunedì 23 dicembre 2024

Datteri ripieni di ricotta e pistacchi, ricoperti di cioccolato

Sono dei datteri Deglet Nour ripieni di una crema di ricotta di mucca, cocco rapè, cannella, scaglie di cioccolato, granella di pistacchi e profumata con essenza di Rum; poi ricoperti di cioccolato fuso. 
Semplici, senza zuccheri aggiunti, deliziosi;  uno tira l’altro. Ricetta liberamente ispirata da Mariangela di Accade in tavola. 



Datteri ripieni di ricotta e pistacchi, ricoperti di cioccolato




Ingredienti:

10-16 datteri Deglet Nour
100 g circa di ricotta fresca di mucca
50 g di cocco rapè
20 g di granella di pistacchi
20 g di gocce di cioccolata
cannella in polvere
essenza di Rum

Per la copertura

100 g di cioccolata fondente extra al 70% o 80%

Preparazione:

Si tagliano i datteri nel senso della lunghezza e si toglie il nocciolo.

In una ciotola si lavora la ricotta setacciata, con il cocco rapè, la cannella il polvere, l’essenza di Rum, le gocce di cioccolato e la granella di pistacchi. Si amalgama il tutto fino ad ottenere una consistenza cremosa ed omogenea. Si farciscono i datteri e si mettono su un vassoio. 

Si taglia grossolanamente la cioccolata, si fa sciogliere a bagnomaria, una volta sciolta, si passano uno ad uno i datteri ripieni e si ricoprono completamente. Si trasferiscono su un vassoio ricoperto da un foglio di carta forno, si mettono in frigo per minimo 30 minuti. 



Datteri ripieni di ricotta e pistacchi, ricoperti di cioccolato








Serene Feste!




giovedì 21 dicembre 2023

Mandorle atterrate al caffè

Questa ricetta delle Mandorle atterrate al caffè l’ho presa da Michela del blog Dolci e coccole di Miki. E’ una ricetta molto in uso nel sua città di origine, San Severo, in questo periodo dell’anno;  la ricetta in particolare è della zia. Queste tipologie di dolci, si trovano anche in Abruzzo,  mi ricordano le mie estati e le dolci signore che le preparavano. Una ricetta simile, i Sassi d’Abruzzo l’avevo proposta anni fa.




Mandorle atterrate al caffè




Ingredienti:

300 g di mandorle con la pelle
250 g di zucchero semolato
30-40 g di cioccolato fondente
1 cucchiaino di caffè solubile
4 tazzine di caffè espresso

Preparazione:

Si fanno tostare le mandorle a 180° per 15/20 minuti. 
Nel frattempo si prepara il caffè, e si trita il cioccolato fondente.
In un’ampia pentola di acciaio, si versa il cioccolato fondente tritato, lo zucchero ed il caffè in polvere, si porta sul fuoco e si aggiunge una tazzina di caffè. Si porta a bollore, si aggiungono le mandorle tostate e si gira con un cucchiaio.
Quando le mandorle cominceranno ad attaccarsi tra di loro, si toglie la pentola dal fuoco e  su una teglia rivestita di carta di alluminio, si depositano con il cucchiaio dei mucchietti di mandorle; si lasciano raffreddare e asciugare per qualche ora prima di gustarle. 




giovedì 22 dicembre 2022

Mendiants

I mendiants sono dei piccoli dischi di cioccolato ricoperti di frutta secca. Sono di origine francese  e sono una vera icona delle cioccolaterie o confiserie in Francia ed in Belgio.
In francese mendiants si traduce con mendicanti, è proprio l’origine di questi dischi di cioccolato sembra che sia legato agli ordini monastici, come la frutta secca che in principio li decorava era associata ai quattro ordini: i fichi secchi ai Francescani, l’uvetta ai Domenicani, le mandorle ai Carmelitani e le nocciole agli Agostiniani.
Nel tempo si è utilizzato anche il cioccolato bianco e le decorazioni si sono arricchite di altra frutta fresca, secca e candita. Io no scelto la versione delle origini. 
Sono semplici da fare e sono idee molto carine da regalare per Natale.




Mendiants



Ingredienti:

130 g di cioccolato fondente al 70%
2 fichi secchi
uva passa
mandorle
nocciole


Preparazione:

Si taglia grossolanamente 100 g di cioccolato, si fa sciogliere a bagnomaria, una volta sciolta si toglie  
dal fuoco e si aggiungono i restanti 30 g; si mescola per farlo sciogliere completamente.
Si mette un foglio di carta forno su una teglia, con un cucchiaio si versa  il cioccolato, con il dorso del  cucchiaio si forma un  disco di 4 -5 centimetri di diametro. 
Si aggiungono subito, prima che il cioccolato si rapprende, alcune fettine di fichi, mandorle, nocciole e uva passa. 
Si lascia asciugare minimo per 1 ora. 




Mendiants







Buon Natale!










giovedì 23 dicembre 2021

Biscotti di frolla allo yogurt e cannella

Per questi biscotti ho utilizzato la frolla allo yogurt, la ricetta letta nel blog di  Dolci di frolla. L’ho aromatizzata alla cannella. E’ un’ottima alternativa alla frolla classica.



Biscotti di frolla allo yogurt e cannella





Ingredienti:

Per 30-35 biscotti circa dipende dalle dimensione delle forme

300 g di farina 00
125 g zucchero semolato
125 g di yogurt bianco
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci o di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella in polvere o quantità a piacere
estratto di vaniglia
pizzico di sale

zucchero a velo per decorare



Preparazione:

In una ciotola si setaccia la farina, si aggiunge lo zucchero, il sale, la cannella ed il lievito. Si miscela il tutto, si aggiunge lo yogurt, estratto di vaniglia e l’uovo. Si lavora fino ad formare un composto liscio, si forma un panetto, si avvolge in una pellicola e si mette in frigo per 30 minuti.
Passato il tempo si stende l’impasto e si formano con delle formine i biscotti, si depositano su una placca da forno foderata di carta forno, si mettono in frigo mentre si fanno altri biscotti. 
Si infornano a 180° C per circa 10-15 minuti dipende dal forno, appena diventano dorati, si sfornano e si lasciano raffreddare.
Una volta freddi si spolverano con lo zucchero a velo.
 




Buone Feste!





giovedì 16 dicembre 2021

Pizza sette sfoglie

La Pizza sette sfoglie è un dolce pugliese tipico della zona di Cerignola, ma con varianti si trova in altre zone del foggiano. E’ un dolce composto di sette sfoglie sottilissime soprapposte realizzate di farina, vino ed olio extravergine di oliva, nel mezzo un ripieno di frutta secca, spezie, mosto di uva  o confettura di ciliegie e cioccolato fondente. 
Secondo la tradizione la Pizza sette sfoglie si prepara per la Festa di Ognissanti e per le feste natalizie, è stata inserita nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.
La Pizza sette sfoglie è un dolce semplice profumato e speziato, come piacciano a me. Se avete provato la Sfogliata di mele teramana, dolce simile solo con la presenze delle mele nel ripieno, dovete provare anche questo. Ringrazio Rosita Tondo del blog Questo mondo è una zuppa, che me l’ha segnalata.



Pizza sette sfoglie






Ingredienti:

Per una teglia di 18-20 cm di diametro alta 3

Per la sfoglia
250 g di farina 0
100 ml di vino bianco
50 ml di olio extravergine di oliva
pizzico di sale

Ripieno

200 g di mostarda d'uva  o confettura di ciliegie
100 g di mandorle tostate 
80 g di zucchero semolato 
50 g di uva passa
40 g di cioccolato fondente
25 g di pinoli
cannella in polvere

Per spennellare

zucchero semolato
cannella in polvere
olio extra vergine di oliva

Preparazione:

In una ciotola  si versa la farina, il sale, il vino e l’olio extra vergine di oliva, si lavora il tutto fino ad avere un composto compatto e liscio. Si copre e si lascia riposare minimo per 1 ora. 

Nel frattempo, si trita il cioccolato e le mandorle, si unisce lo zucchero, uva passa fatta rinvenire nel vino, la confettura di ciliegie, i pinoli e la cannella.

Si divide la pasta in 7 parti. Si stendono dei dischi di uno spessore di circa 2 mm, si deposita il primo disco di sfoglia su una teglia oleata lasciando che le sfoglia fuoriesca un po' dallo stampo, si mette il ripieno, si copre con un’altra sfoglia si aggiunge il ripieno e così via con gli altri ingredienti. Alla fine si riportano all’interno i bordi e si sigillano bene, si unge la superficie dell’ultima sfoglia e si aggiunge lo zucchero mescolato con la cannella. 
Si inforna in forno caldo a 170° C per circa 30-40 minuti, finché sarà dorata.
Una volta cotta si sforna, si unge la superficie con un filo di olio extra vergine di oliva e si copre con un canovaccio fino a che si raffredda.




Pizza sette sfoglie









lunedì 21 dicembre 2020

Zeppoline o Scauratielli

 Scauratielli, Zeppoline di Natale ed altri nomi che hanno queste piccole “ciabelline” fritte e bagnate dal miele che si possono trovare nel periodo natalizio dalla costiera amalfitana al Cilento. 
Queste particolari “ciambelline” con probabilità  sono di origine greca; in quanto ricordano l’uso di dolci al miele, dalla forma delle prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco - Alfa (α) ed Omega (ω) -, con cui i greci erano soliti celebrare il solstizio d'inverno e offrirli agli Dei, accompagnandoli con rosmarino ed alloro.   



Zeppoline o Scauratielli





Tommaso Realfonso, Natura morta con dolciumi e fiori
Tommaso Realfonso, Natura morta con dolciumi e fiori, Roma, Collezione privata



Dolci ed usanze che nel tempo si sono tramandate, come documenta questo quadro di Tommaso Realfonso (Napoli 1677 circa - post 1743), uno dei maggior pittori di natura morta del Settecento napoletano, dove sono raffigurati sulla sinistra, accompagnati per l’appunto da rosmarino ed alloro. 
I quadri di Realfonso sono una fonte preziosa, perché oltre ad essere raffigurati ortaggi, frutta ed utensili da cucina, si possono trovare specialità culinarie della tradizione campana. 



Ingredienti:

200 g di farina 0
200 g di acqua
pizzico di sale
buccia di limone, arancia, mandarino
rametto di rosmarino
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di liquore a piacere

olio di  semi di arachidi per friggere

Per glassare

1 cucchiaio di miele millefiori
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di liquore a piacere (io Strega)

Per decorare

rametti di rosmarino
foglie di alloro



Preparazione:

In un tegame si mette l’acqua le bucce di arancia, mandarino, limone, rosmarino,  il liquore, l’olio extra vergine di oliva, il pizzico di sale. Si fa bollire per 10 minuti.
Si tolgono le bucce ed il rosmarino; si aggiunge la farina si mescola con energia, per non farla attaccare. Sarà pronta quando si stacca bene dalle pareti della pentola. Si deposita su un piano oliato e si continua a lavorarlo, per ottenere un composto liscio e compatto. Si lascia raffreddare si prende dei piccoli pezzi di impasto si fanno dei cordoncini e si formano delle ciambelline. Si punzecchiano con i rebbi della forchetta.

Zeppoline o Scauratielli





Si friggono in abbondante olio di semi di arachide, si scolano e si lasciano raffreddare.
Nel frattempo in un pentolino si mette l’acqua, il miele, lo zucchero ed il liquore, si fa sciogliere a fuoco moderato, mescolando. Si immergono le zeppoline nel composto e si sistemano su un piatto da portata e si decora con il rosmarino ed alloro.




Zeppoline o Scauratielli







Serene feste!












giovedì 20 dicembre 2018

Alberelli al cocco

E’ una ricetta della famosa Martha Stewart che gira da alcuni anni nel web, semplice e veloce da fare. Sono dei dolcetti al cocco spolverati con zucchero a velo, si mantengono per alcuni giorni in una scatola di latta.



Alberelli al cocco




Ingredienti: 

Per 10 alberelli

200 g di cocco rapè
100 g di zucchero semolato
2 albumi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (io alcune gocce di estratto di mandorla amara)
pizzico di sale
zucchero a velo per spolverare

Preparazione:

In una ciotola capiente si versa il cocco rapè, lo zucchero, estratto di vaniglia (io alcune gocce di estratto di mandorla amara), pizzico di sale  infine gli albumi; si mescola il tutto finchè si avrà un composto compatto. Si prende una noce di composto e si forma un alberello, si deposita su una teglia coperta di carta forno e si continua così con il resto; distanziando gli alberelli l’uno dall’altro. 
Si fanno cuocere a 180° C per 12-15 minuti, finché le punte e la base saranno colorate.
Si sfornano e si lasciano raffreddare, poi si spolverano con lo zucchero a velo.




Alberelli al cocco





Buone Feste!










giovedì 21 gennaio 2016

Sfogliata canosina


Il dolce di oggi nasce da un ricordo dopo aver visto un quadro di un artista americano del XIX secolo Raphaelle Peale (1774 - 1825), considerato come il primo pittore professionista di nature morte negli Stati Uniti. Egli elabora uno stile che risente molto delle nature morte spagnole seicentesche il “bodegón” in particolare di Juan Sanchez Cotán (già fonte d’ispirazione per il Cardo alla parmigiana).
La maggior parte dei dipinti di Raphaelle Peale sono di piccole dimensioni su sfondo scuro e raffigurano alimenti ed oggetti disposti su un tavolo, come il quadro in questione Un Dessert (Natura morta con limoni e arance) del 1814, che raffigura della frutta secca, uva sultanina, limoni, arance ed un liquore. 

Raphaelle Peale, Un Dessert (Natura morta con limoni e arance),  National Gallery of Art, Washington



Appena l’ho visto mi ha fatto tornare in mente dei dolci a forma di chiocciola ripieni di frutta secca, profumati di limone, arancia e cannella che avevo mangiato da bambina a casa di mio nonno materno. Grazie al libro di Luigi Sada, La cucina pugliese, Newton Compton Editori,  sono riuscita a rintracciare la ricetta, o almeno penso che sia questa la ricetta, vale a dire la “Sfogliata canosina” (Sfegghiate canusine) dolci tipici della città di Canosa di Puglia che si mangiano durante le feste natalizie. Ho fatto la metà degli ingredienti, dove sono indicati, per il resto sono andata un po’ ad intuito; nella prefazione del libro Luigi Sada scrive “Molte ricette non riportano la quantità degli ingredienti; si sa che non è possibile indicarla... Ciascuna massaia sa queste cose e si regolerà come ritiene opportuno”. Infine ho aggiunto nel ripieno le noci e lo zucchero di canna.




Sfogliata canosina




lunedì 21 dicembre 2015

Biscottini al Maraschino

Sono dei semplici biscottini di pasta frolla aromatizzata al Maraschino, su alcuni ho aggiunto della granella di zucchero. 


Biscottini al Maraschino


Ingredienti:

Per circa 40 biscotti

300 g di farina tipo 00
125 g di burro
125 g di zucchero
1 uovo
pizzico di sale
1 cucchiaino di Maraschino

granella di zucchero

Preparazione:

In una ciotola si mette la farina setacciata il burro tagliato a pezzetti e un pizzico di sale; si lavora il tutto rapidamente con le punte delle dita. Si uniscono lo zucchero, l’uovo e il Maraschino; si lavora velocemente il tutto sempre con la punta delle dita, fino ad ottenere un impasto compatto liscio ed abbastanza elastico. Si forma un panetto si avvolge nella pellicola trasparente e si mette in frigo per 2 ore.

Passato il tempo si toglie dal frigo e si stende la frolla con il matterello fino ad ottenere uno spessore di circa 3 mm. Si ritaglia i biscotti nelle forme desiderate e si adagiano su una teglia rivestita con carta forno distanziandoli uno dall’altro. Si mette a piacere su alcuni la granella di zucchero.  Si cuociono in forno caldo a 180° C per circa 10 minuti, fino a doratura.





Buone Feste!





domenica 14 dicembre 2014

Quanti modi di fare e rifare la Torta di miele e frutta secca


Con Quanti modi di fare e rifare siamo andati da Donatella per fare una ricetta tipica natalizia della sua famiglia il Panforte o meglio come lo chiamava sua nonna la Torta di miele e frutta secca.
Il Panforte come altre tipologie di dolci speziati quali Pampato di Ferrara, il Pangiallo di Roma, il Pandolce di Genova ecc. derivano dalla tradizione medioevale e rinascimentale di preparare per le festività natalizie i cosiddetti “pani dolci arricchiti” o “pani speziati” che erano composti di miele, frutta secca e spezie. Erano considerati dolci pregiati soprattutto per la presenza delle spezie, queste in origine erano reperibili quasi esclusivamente nei conventi perché erano impiegate nelle pratiche curative, il rimanente si utilizzava in cucina. 


Torta di miele con canditi frutta secca e spezie




Per la ricetta originale rimando al blog di Donatella L'ingrediente perduto
Questa è la mia versione.

Ingredienti: 

Per un panforte di 10 cm di diametro
63 g di farina 00                
63 g di miele millefiori 
50 g di zucchero semolato
30 g di mandorle
30 g di nocciole tostate
25 g di frutta candida (arancia e cedro)
1 chiodo di garofano pestato 
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
mezzo succo di limone
mezzo cucchiaio di liquore Strega
pizzico di bicarbonato   

zucchero a velo


Preparazione:

In una ciotola si mette la frutta secca, i canditi, lo zucchero, il succo del limone, il liquore, il chiodo di garafono e la cannella.
In un pentolino si fa riscaldare il miele, appena arriva a bollore si versa nella ciotola con gli altri ingredienti, si mescolate bene. Poi pian piano si versa la farina setacciata con il pizzico di bicarbonato.
S’imburra uno stampo con i bordi alti (il composto tende un po’ a gonfiarsi in cottura per poi sgonfiarsi); io ho messo il composto all’interno di un coppapasta, si pressa bene e si mette in forno caldo a 170° C per 20 minuti circa (io l’ho tenuto 30 minuti).
Si sforna e si lascia raffreddare prima di toglierlo dallo stampo. Una volta freddo si sforma e si spolvera con lo zucchero a velo.


E’ un dolce che migliora con il tempo, come consiglia Donatella è bene aspettare qualche giorno prima di consumarlo.


Pezzi di torta di miele con canditi frutta secca e spezie






Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento al 11 gennaio 2015 nel blog C'è di mezzo il mare con  









mercoledì 11 dicembre 2013

Speculatius



Con l’Abbecedario Culinario della Comunità Europea facciamo tappa in Germania, ho scelto come ricetta dei biscotti gli Speculatius o Spekulatius che si mangiano in questo periodo soprattutto nei territori della Vestfalia e della Renania, ma sono anche comuni nei Paesi Bassi, nel Belgio e nella Francia del Nord con altri nomi.
Gli Speculatius sono dei biscotti di pasta frolla arricchita di mandorle e spezie; tradizionalmente sono impressi con stampi di legno in varie forme, per lo più legate alla figura di San Nicola, tanto che nei Paesi Bassi e nel Belgio sono regalati e consumati a cavallo della festa del Santo tra il 5-6 dicembre.
Sull’origine del nome non c’è certezza; secondo alcune interpretazioni deriva dal latino “speculum” che significa specchio, per via delle immagini che sono impresse sul biscotto in maniera speculare con un timbro di legno istoriato. Per altri la parola si riferisce al santo vescovo “speculatore” come “colui che vede tutto”; o deriva dalla parola olandese “specerij” spezia che sta ad indicare gli ingredienti caratteristici del biscotto.




Biscotti con farina di mandorle e spezie tipici della Germania




La ricetta è liberamente tratta da qui

Ingredienti per 28 biscotti di 6 cm
200 g di farina 00              
50 g  farina di mandorle  (io ho preferito le mandorle tritate)
25 g di maizena                  
100 g di burro                    
100 g di zucchero di canna 
1 uovo    
una punta di lievito per dolci                            
mezzo cucchiaio di cannella in polvere    
un pizzico di chiodi di garofano in polvere
un pizzico di cardamomo in polvere


Preparazione:
Si setaccia la farina, si unisce, la maizena ed il lievito; si mescola il tutto. Si aggiunge il burro a dadini e si formano tante briciole, si aggiunge lo zucchero, l’uovo, la farina di mandorle (io ho prefeirto le mandorle tritate) e le spezie. Si lavoro il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo, si forma una palla, si copre con la pellicola e si mette in frigo minimo 1 ora o per tutta la notte per dare alle spezie il tempo di insaporire l'impasto. 
Passato il tempo, si stende una sfoglia di uno spessore di 4-5 millimetri e si formano i biscotti (ho utilizzato uno stampo a stella di 6 cm). Si dispongono su una placca da forno ricoperta di carta forno e si mettono nel forno caldo a 180° C per 15 minuti circa. Una volta cotti si sfornano e si lasciano raffreddare.
Si mantengono bene in una scatola di latta.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta dell'Abbecedario Culinario della Comunità Europea per la cucina della Germania ospitato da Simona del blog Briciole.













venerdì 6 dicembre 2013

Quanti modi di fare e rifare il Pampapato di Ferrara



Questo mese con Quanti modi di fare e rifare siamo andati nella cucina di Jé Ale del blog Un castello in giardino per preparare il dolce tipico natalizio di Ferrara il Pampapato.
Il Pampato come altre tipologie di dolci speziati quali il Panforte di Siena, il Pangiallo di Roma, il Pandolce di Genova ecc. derivano dalla tradizione medioevale e rinascimentale di preparare per le festività natalizie i cosiddetti “pani dolci arricchiti” o “pani speziati”.
Sull’anno e sul luogo di origine della ricetta del Pampapato non ci sono certezze. Sembra che le prime produttrici di questo dolce siano le monache Clarisse del convento del Corpus Domini di Ferrara, particolarmente conosciute per la preparazione dei dolci, ma nel monastero non è rimasta alcuna testimonianza scritta della ricetta o dell’esecuzione.
Alcuni testi di storia e gastronomia locale raccontano che un giorno in cui il Papa e la sua delegazione papale vennero a far visita a Ferrara si fermarono nel convento a mangiare. Per dolce una monaca assemblò quello che aveva in dispensa: farina, cedri, arance candite, frutta secca e miele. Il dolce ebbe così successo che la delegazione ecclesiastica ne chiese altri. La monaca allora ne preparò altri dandogli una forma a "cupola", ad imitazione degli zuccotti dei prelati. Nacque così il Pampapato, ovvero “Pan del Papa” che, da quell’anno, veniva preparato ed inviato durante le festività natalizie in omaggio agli alti prelati di Ferrara e di Roma.
Dopo l’arrivo in Italia del cacao, alla fine del 1500 inizio del 1600, fu presto aggiunto al dolce; ma quando gli furono attribuite proprietà afrodisiache, si modificò il nome del dolce da Pampapato a Panpepato. E per non imbattersi in accuse di eresie, le ricette conservate nei conventi furono distrutte.
A parte il “racconto”, c’è da dire che questa tipologia di dolce, per la presenza delle spezie tra gli ingredienti, non può che essere legato ai conventi. Infatti, fin dal XII secolo le droghe come: cannella, noce moscata e chiodi di garofano erano rare e costose, così come il cacao, il loro uso era solo un privilegio delle classi più ricche, dei prelati e dei religiosi. Questi ultimi spesso le ricevevano dai pellegrini in cambio dell’ospitalità.
Per quanto riguarda il Convento del Corpus Domini, dai documenti d’archivio si evincono le numerose offerte, anche sotto forma di prodotti alimentari, date dai principi d’Este. Inoltre il Corpus Domini aveva un trattamento privilegiato da parte degli Estensi, per gli stretti rapporti di frequentazione di alcune principesse di Casa d’Este.

Detto questo, la ricetta che si è tramandata oralmente nella città fino al 1800 prevedeva, pur con qualche differenza tra famiglia e famiglia, gli stessi ingredienti: per l’impasto farina, zucchero (prima miele), mandorle, canditi di cedro, alcune spezie, l’aggiunta del latte e del cacao; mentre la superficie del dolce era decorata con i diavulin, piccoli confettini di zucchero colorati.
La copertura di cioccolato è successiva, risale ai primi anni del 1900 grazie al pasticcere di origini milanesi Guido Ghezzi che aveva appreso in Svizzera l'arte della lavorazione del cioccolato. Egli pensò di rinnovare il dolce tipico ferrarese arricchendolo di una copertura di cioccolato. La scelta fu un successo sia a livello locale, nazionale ed internazionale tanto che ottenne riconoscimenti all’Esposizione di Parigi (1908), di Londra (1909) di Bruxelles (1910), e all’Esposizione di Torino, fu premiato con il “Diploma d’Onore” (1911).

 
Fonti:










Dolce di Natale di Ferrara con frutta secca spezie e canditi





Per il Panpapato senza glutine vedere la ricetta del blog Un castello in giardino

Ingredienti per un Panpapato medio:
125 di farina 00   
100 g di zucchero semolato fine  
37.5 g di cacao amaro in polvere
35 g di pinoli interi                                 
35 g di mandorle tritate grossolanamente  
50 g di canditi misti a dadini (cedro, arancia, ciliegie)                 
4 g di cannella in polvere
2 chiodi di garofano pestati
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
75 ml di latte      
mezza tazzina di caffè

Copertura
80 g di cioccolato fondente extra 


Preparazione:
In una ciotola si mettono i canditi, la frutta secca e le spezie, si mischiano e si lasciano riposare un poco.
In un’altra ciotola si mette la farina setacciata, il cacao in polvere, lo zucchero, il lievito, si mescola, si fa una fontana e all'interno si mette il composto con le spezie. Si lavora un po’ e piano piano si aggiungono i liquidi, il composto deve essere piuttosto sodo, non liquido.
Si dà la forma a cupoletta e si mette su una teglia da forno, ricoperta da carta forno (Io ho messo il composto all’interno di un coppapasta ricoperto di carta forno).
S’inforna a forno caldo a 160 °C per 40 minuti circa; deve risultare asciutto alla prova stecchino. Si toglie dal forno e si lascia raffreddare. Una volta completamente freddo, si ricopre con il cioccolato fondente sciolto a bagno maria. Prima si spalma sulla base, una volta solidificato si ricopre la parte superiore.
Se consumato i giorni successivi è ancora più buono.





Fetta dolce di Natale Ferrara con frutta secca canditi spezie










Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento al 6 gennaio con il


del blog  Le mille e una passione









giovedì 6 dicembre 2012

"Quanti modi di fare e rifare..." i Mostaccioli napoletani


Con l’iniziativa di "Quanti modi di fare e rifare..." questo mese, l’ultimo del 2012, siamo andati da Vicky del blog Arte in Cucina, per cucinare un classico della tradizione napoletana i Mostaccioli dalla forma romboidale ricoperti di cioccolato. Vicky ci fornisce sia la ricetta in versione senza glutine, con glutine e ripieni con canditi misti e granella di nocciole.
Io ho fatto la ricetta con glutine ed alcuni ripieni. Ho fatto qualche variazione: ho aggiunto la Sambuca nell’impasto, ed ho aggiunto un po’ di polvere di zenzero nel pisto che aromatizza il tutto. La forma non è romboidale, bensì triangolare.




Mostaccioli napoletani



Per la ricetta originale vi rimando al blog Arte in Cucina, questa di seguito è la mia variazione.

Ingredienti:
250 g di farina 00
50 g di farina di riso
200 g di zucchero                                             
15 g di cacao in polvere (1 cucchiaio)
mezzo cucchiaino di bicarbonato
1 succo di limone più scorza
50 ml circa di acqua calda 
1 cucchiaino di Sambuca                                       
pisto composto da: 6 chiodi di garofano tritati, pizzico di noce moscata, pizzico di cannella, pizzico di zenzero in polvere


Per i mostaccioli ripieni:
40 g di granella di nocciole
40 g di canditi


Per la copertura:
100 grammi circa di cioccolato fondente    



Preparazione:
In una ciotola o in una spianatoia si mettono le farine setacciate, il cacao il polvere, lo zucchero, il bicarbonato, le spezie si mescolano per bene, poi si aggiungono la sambuca, il succo di limone, la scorza e un po’ di acqua si impasta il tutto, se occorre si aggiunge altra acqua fino a  quando il composto non apparirà morbido, liscio ed omogeneo. Si lascia riposare per 15 minuti. Io l’ho avvolta nella pellicola trasparente e l’ho lasciata riposare in frigo per 1 ora.

Una volta pronto l'impasto, si stende con il mattarello una sfoglia alta circa 1 o 1,5 cm e si taglia  nella classica forma a rombo (io a triangolo) si pone in una teglia ricoperta da carta forno.
In alcuni triangoli ho messo un po’ di granello di nocciole ed alcuni canditi,  poi li ho coperti con un altro triangolo sigillando i lati.
Si infornano a 150° C  per circa 15-20 minuti. Una volta cotti si tolgano dal forno e si lasciano raffreddare.

Preparazione dei mostaccioli napoletani


Si scioglie il cioccolato a bagnomaria, quando sarà fluido con un pennello si distribuite il cioccolato su una lato e si lascia asciugare fino che il cioccolato si sarà solidificato. Poi si distribuisce con il pennello l’altro lato in modo da coprire tutta la superficie del biscotto. Si lasciano asciugare completamente. Si conservano per diversi giorni in una scatola di latta.




Mostaccioli napoletani interno






Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento al 6 Gennaio con












martedì 6 dicembre 2011

"Quanti modi di fare e rifare..." lo Stollen o Christollen

Questo mese per l’iniziativa Quanti modi di fare e rifare... è stata scelta una ricetta di Solema, lo Stollen o Christollen che è un tipico dolce natalizio tedesco, in particolare è legato alla città di Dresda. E’ una pasta dolce con una lunga lievitazione arricchita da canditi, uva passa, albicocche essiccate e mandorle, a cui possono essere aggiunti altri ingredienti come il marzapane, la ricotta o frutta fresca. La cosa caratteristica dello Stollen è che non viene consumato subito, ma dopo due o tre settimane in modo che si armonizzano i sapori.
Della ricetta indicata da Solema io ho diminuito le dosi ad un solo Stollen e l’ho cotto in uno stampo di plumcake. Devo dire che, a parte l’essermi dimentica di inserire le mandorle e il marzapane che si è quasi completamente disciolto nell’impasto, è stata una piacevole sorpresa, sono molto contenta di averlo provato. Appena l’ho sfornato l’odore invadeva la cucina, dopo che si è raffreddato non abbiamo resistito, volevamo assaggiarlo. Beh n’abbiamo mangiato la metà! Il resto sono riuscita a sottrarlo e l’ho avvolto in carta argentata per poterlo due giorni dopo fotografare  e consumare.


Dolce lievitato di Natale con uvetta e canditi




Dolce lievitato con canditi uvetta e marzapane



Ingredienti per 3 Stollen, tra parentesi le mie variazioni per 1 Stollen:

750 g di farina forte   (250 g di farina Manitoba)
200 g di zucchero    (66 g)
1 bustina di lievito secco liofilizzato o 25 g di lievito di birra    (8 g di lievito di birra)
280 g di latte tiepido   (90 ml)
250 g di burro morbido    (80 g)
2 uova    (1 uovo)
160 g uvetta  (50 g)
40 g di canditi misti  (1 cucchiaio)
80 g di albicocche secche morbide  (30 g)
100 g di mandorle con la buccia   (30 g che ho dimenticato di mettere)
40 g di zenzero candito  
1 cucchiaino di cannella    (2 pezzetti di stecca di cannella)
1 cucchiaino di cardamomo (omesso)
Rum q.b.   (Marsala Fine I.P. Ambra Semisecco DOC)
Sale 5 g (un pizzico)

Per spennellare:
30 g circa di burro (10 g)
Zucchero semolato q.b
Zucchero a velo q.b

Per la pasta di mandorle
250 g di farina di mandorle   (50 g)
300 g di zucchero a velo        ( 100 g)
1 albume                                  (uovo piccolo)


Preparazione:
Prima si prepara il lievitino sciogliendo il lievito in due cucchiai di latte tiepido per 5 - 6 minuti, poi si versa in una ciotola si aggiunge 80 g di latte (io  20 ml) 130 g di farina forte (io 40 g di farina Manitoba), 1 uovo sbattuto (io metà d’uovo sbattuto). Si lavora fino ad ottenere una crema densa. Si copre e si lascia lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio, dai 40 minuti a 2 ore. A me ci sono volute meno di 2 ore.
Passato il tempo in una terrina o nell’impastatrice si versa il resto della farina, la cannella, il cardamomo (omesso) e il lievitino, si amalgamano un po’gli ingredienti e si unisce il resto del latte tiepido a filo, fino ad ottenere un impasto sodo. Poi si aggiunge il sale e un uovo sbattuto (io la metà) si fa incorporare e si aggiunge il burro un po’ alla volta. Si lavora fino a che l’impasto risulta elastico e sodo. Si mette in un recipiente imburrato, si copre e si lascia lievitare fino al raddoppio per 12 ore circa.
Si mettono a bagno con il Rum (io ho utilizzato il Marsala) le uvette e le albicocche e si lasciano in ammollo per 12 ore.


Preparazione del lievitato con canditi e uvetta


Passate le 12 ore si prende l’impasto ai sgonfia leggermente, si aggiungono i canditi, le uvette e le albicocche sgocciolate dal Rum, lo zenzero candito e le mandorle (io le ho dimenticate). Si lavora il tutto, poi si divide l’impasto in tre parti, io non l’ho diviso. Si inizia a lavorare gli Stollen sulla spianatoia arrotolandoli uno per volta fino ad formare dei cilindri. Con il mattarello si tira un po’ una metà di ognuno, nell’altra metà si adagia il marzapane precedentemente preparato impastando la farina di mandorle, lo zucchero e l’albume, si copre con la metà dell’impasto tirato e con il mattarello si passa leggermente sulla superficie per sigillarla meglio.
Si adagiano gli Stollen in una teglia ricoperta da carta da forno; io l’unico Stollen l’ho adagiato in un stampo da plumcake rivestito da carta forno. Si copre con la pellicola trasparente e si lascia lievitare fino al raddoppio, circa 4 ore.


Lievitazioni e cottura dello Stollen


Una volta lievitati si fanno cuocere a forno preriscaldato a 170° C per 15 minuti e a 160° C per circa 40 minuti. Finita la cottura si spennellano con il burro fuso e si spolvera con lo zucchero semolato e poi con lo zucchero a velo. Si lasciano raffreddare e si avvolgono in carta di alluminio.

Come scrive Solema, la ricetta originaria indica che devono riposare per almeno due settimane in modo che si armonizzano i sapori, ma anche dopo due giorni sono buoni lo stesso.



Dolce di Natale della Germania con canditi e uvetta






Quanti modi di fare e rifare...



Appuntamento a l'8 Gennaio con


di Tiziana del blog Cucinando ed assaggiando