giovedì 2 luglio 2020

Parmigiana di melanzane

La parmigiana di melanzane è uno dei piatti italiani simboli dell’estate. E’ buona sia tiepida che fredda, anzi il giorno dopo per me è ancora più buona! 
La paternità e maternità è contesa tra Campania, Sicilia ed Emilia. Come ogni ricetta della tradizione ci sono tante versioni che cambiano da casa in casa. Questa è quella che in genere faccio, con le melanzane leggermente infarinate. Mia madre, invece, ricordo che le passava anche nell’uovo.




Parmigiana di melanzane




Ingredienti:

800 g circa di melanzane lunghe
600 g di passata di pomodoro 
250 g di mozzarella vaccina
80 g di Parmigiano Reggiano o Grana Padana o un formaggio Pecorino
basilico
1 spicchio di aglio
farina
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero

olio di semi di arachide

Preparazione:

Dopo aver lavato le melanzane, si tagliano a fette per la lunghezza. Si passano velocemente nella farina; si friggono in olio di semi di arachide, si scolano dall'olio in eccesso e si mettono su carta assorbente.

In un tegame si fa imbiondire l'aglio in un filo di olio extra vergine di oliva, si aggiunge la passata di pomodoro, si sala e si pepa e si fa cuocere per 10-15 minuti. Una volta cotto si aggiunge il basilico spezzettato.

Si prende una teglia da forno con bordi alti, si mette un mestolo di passata di pomodoro, si comincia a disporre le fette di melanzane fritte, la salsa di pomodoro, la mozzarella sfilacciata. Si continua così fino ad esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato sarà di salsa di pomodoro e parmigiano grattugiato. 

Si mette in forno caldo a 180°-190° C fino a quando non si forma la crosticina.
Si sforna e si lascia intiepidire. Il giorno dopo è più buona!




lunedì 29 giugno 2020

Supplì

Il Supplì è uno dei fondamenti della cucina romana e laziale, è immancabile tra gli antipasti soprattutto delle pizzerie e trattorie. Le prime notizie risalgono ad inizio Ottocento, durante l’occupazione francese; con probabilità la parola supplì deriva dal francese “surprise” sorpresa data dalla mozzarella filante che appare appena si apre il supplì. Ma a quanto sembra la prima testimonianza scritta come “soplis di riso” si ha nel menù del 15 luglio 1847, della Trattoria della Lepre a Roma .
L’originale dovrebbe essere con un sugo di rigaglie di pollo, ma in genere si trovano con un sugo di carne trita mista, e negli ultimi anni anche senza carne e in tante altre versioni.
Quello che propongo è con il sugo di carne.




Supplì



Ingredienti: 

Per circa 20 supplì

400 g circa di riso riso originario
200 g di fiordilatte
60 g di Grana Padano o Parmigiano Reggiano grattugiato
20 g di noce di burro
1 l circa di brodo vegetale

Per il sugo di carne
300 g di passata di pomodoro
200 g di carne trita mista di bovino e maiale
1 cipolla
1 carota 
1 costa di sedano
olio extravergine d'oliva
2 dita di vino bianco secco
sale 
pepe nero


Panatura

1 uovo
200 g circa di pangrattato

Per friggere

olio di semi di arachide


Preparazione:  

Si trita carota, sedano, cipolla, si mette il trito in un tegame con olio extra vergine di oliva, si  lascia cuocere a fuoco moderato per 5-8 minuti. Poi si uniscono i due macinati e si lascia cuocere a fuoco vivace per alcuni minuti, il tempo per far colorire la carne. Si sfuma con il vino bianco, si sala, si pepa; si aggiunge la passata di pomodoro. Si copre con un coperchio e si lascia cuocere al fuoco basso per circa 50-60 minuti.

In un’ampia casseruola si fa tostare il riso, si aggiunge un mestolo di brodo vegetale ed il sugo di carne, si mescola e si aggiunge altro brodo vegetale un mestolo alla volta fino a che il riso sarà cotto al dente. Si sala e si pepa, si toglie dal fuoco si aggiunge il burro ed il formaggio grattugiato si mescola bene. Si lascia raffreddare. 
Nel frattempo si taglia a dadini la mozzarella.

Una volta che il riso è completamente freddo, si prende un cucchiaio di riso si mette sul palmo della mano, si mette qualche dadino di mozzarella e si richiude, premendo bene. Si dà la forma di un uovo tipica del supplì. Si passa prima nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato. Si depositano su un vassoio e si lasciano riposare in frigorifero per due ore. 
Passato il tempo di friggono in abbondante olio di semi di arachide caldo (175° C), si scolano e si  depositano in un foglio di carta pane, per eliminare l’olio in eccesso.  Si servono caldi.



Supplì






giovedì 25 giugno 2020

Pipi e patate

Pipi e patate ovvero peperoni e patate, è un piatto tipico calabrese semplice e buono; consiste in patate possibilmente della Sila e peperoni cotti in padella; in alcune ricette si si aggiunge la cipolla, ovviamente rossa di Tropea.




Pipi e patate



Ingredienti:

6 patate medie della Sila
2 peperoni rossi
1 cipolla rossa di Tropea
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero

Preparazione:

In una larga padella si mette l’olio extra vergine di oliva, si aggiungono le patate tagliate a spicchi, si fanno dorare da tutti i lati, poi si aggiungono i peperoni tagliati a listarelle. Si lascia cuocere per 15-20 minuti, girando ogni tanto. Poi si aggiunge la cipolla tagliata a fettine, si sala e si pepa. Si continua a cuocere per 5 minuti. Si serve.
Sono ottimi anche freddi.






lunedì 22 giugno 2020

Pollo alla cacciatora romana

Il pollo alla cacciatore romana si differenzia dal pollo alla cacciatora più conosciuto, sostanzialmente perché  è senza pomodoro ed olive. Ciò che caratterizza il pollo alla cacciatora romana è una marinata composta di aglio schiacciato, salvia, rosmarino, alloro, bacche di ginepro schiacciate, vino bianco, aceto, pepe nero ed il sale, che si unisce dopo che il pollo è ben rosolato. E’ un modo di cucinare il pollo che ho sempre apprezzo molto.



Pollo alla cacciatora romana





Ingredienti:

700 g di pollo a pezzi
rosmarino
salvia
alloro
bacche di  ginepro
2 spicchi di aglio
mezzo bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai di aceto bianco
olio extra vergine di oliva
sale 
pepe nero

Preparazione:

In una ciotola si mette l’aglio schiacciato, la salvia, il rosmarino, alloro, le bacche di ginepro schiacciate, il vino bianco, l’aceto, il pepe nero ed il sale. Si mescola il tutto e si lascia riposare minimo 1 ora.
In un’ampia padella si mette un filo di olio extra vergine di oliva, si mette il pollo dalla parte della pelle. Si copre e si lascia bene rosolare da entrambe le parti, devono risultare croccanti. Dopo che si è ben rosolato, si aggiunge la marinata, si copre e si continua a cuocere a fuoco moderato per altri 8-10 minuti, finché l’intingolo si restringe un po’. Si spegne e si serve caldo con il suo intingolo.




giovedì 18 giugno 2020

Mozzarella in carrozza alla romana

La mozzarella in carrozza è un fritto molto diffuso in Campania e nel Lazio. La differenza sostanziale tra le due è che in quella laziale viene aggiunta un filetto di alici che dona un tocco di sapidità. 
E' nato come piatto di recupero con il pane raffermo e la mozzarelle del giorno prima, il tutto avvolto da un panatura croccante. 
Un fritto che oltre aver varcato i confini regionali, ha ispirato artisti come Gino De Dominicis che nel 1970 da il titolo ad un sua installazione, composta di una vera carrozza al cui interno si trova una mozzarella. Ovviamente come non ricordare la famosa scena del film di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica, dove padre e figlio seduti al ristorante mangiano una invitante e filante mozzarella in carrozza.





Mozzarella in carrozza alla romana



Ingredienti:

8 fette di pane casareccio oppure di pane in cassetta 
250 g circa di mozzarella fiordilatte
4 filetti di alice sott’olio
2 uova 
farina 
pan grattato
sale
olio di semi di arachide


Preparazione:

Si taglia la mozzarella a fette e si lascia sgocciolare in un colapasta, per eliminare il latte in eccesso. 
Si sbattono le uova con un pizzico di sale. 
Si tagliano i bordi delle fette del pane; su ogni fetta si mette una fetta di mozzarella, ed un filetto di alice sott’olio. Sopra si mette un’altra fette di pane, si preme bene.  Si passano  nella farina da tutte le parti, compresi i bordi, poi nelle uova sbattute  infine nel pangrattato. Si lasciano riposare per 15-20 minuti.

Si porta l’olio di semi di arachide a temperatura, si friggono le mozzarelle in carrozza fino a quando saranno ben dorate da entrambi le parti.
Una volta dorate, si scolano dall’olio e si mettono su carta pane o assorbente, per eliminare l’olio in eccesso. Si servono calde.





Ladri di biciclette di Vittorio De Sica






lunedì 15 giugno 2020

Timballo di riso e melanzane

Sono dei piccoli timballi di riso conditi con salsa di pomodoro, basilico e mozzarella avvolti da melanzane fritte ed il tutto cotto in forno.



Timballo di riso e melanzane



Ingredienti:

2 melanzana lunghe medie
300 g circa di passata di pomodoro
200 g di riso Arborio
100 g di mozzarella
80 g di Parmigiano Reggiano
1 spicchio di aglio
basilico
origano
peperoncino
olio extra vergine di oliva
sale

olio di semi di arachide

Preparazione:

Dopo aver lavato le melanzane, si tagliano a fette per la lunghezza. Si friggono in olio di semi di arachide, si scolano dall'olio in eccesso e si mettono su carta assorbente.
In un tegame si fa imbiondire l’aglio in olio extra vergine di oliva e peperoncino, si aggiunge la passata di pomodoro, si sala e si lascia cuocere per 8-10 minuti, si aggiunge l’origano ed il basilico.
Nel frattempo si cuoce il riso in abbondante acqua salata. Si scola e si lascia raffreddare.
Una volta freddo, si aggiunge la salsa di pomodoro, e una manciata di formaggio; si mescola bene.
Si prendono gli stampini di alluminio monoporzione si ungono con l’olio extravergine di oliva, si rivestono con le fette di melanzane fritte facendo in modo che una parte fuoriesca dagli stampini.
Si versa una parte del riso condito, si mette la mozzarella a dadini, si versa altro riso, si ricopre con i lembi delle melanzane (Se occorre si utilizzano altre melanzane in modo da formare un involucro).
S’infornano nel forno caldo a 180° C per 20-30 minuti. Si sfornano, si lasciano riposare per alcuni minuti, si capovolge lo stampino su un piatto di portata e si serve ben caldo.




giovedì 11 giugno 2020

Torta di riso o degli addobbi

E' un dolce tipico della tradizione Bolognese che veniva  preparato in giugno  in occasione del Corpus Domini alla "Festa degli addobbi". La festa degli Addobbi era chiamata così, perché dalle finestre delle case era uso esporre dei drappi di tessuto rosso  bordati di passamaneria dorata (zendali); finita la processione si offriva  la torta di riso con mandorle e cedro candito tagliata a rombi e sormontata dagli stuzzicadenti.
Esiste dal 2005 una ricetta depositata alla Camera di Commercio  dell'Accademia italiana della cucina della delegazione "Bologna dei Bentivoglio", ma come tutte le ricette tradizionali ci sono tante varianti familiari.



Torta di riso o degli addobbi




Ingredienti:

Per uno stampo da 20 cm di diametro

650 ml di latte intero   
150 g di riso  Arborio
50 g di zucchero semolato
1 uovo grande
50 g di mandorle  pelate
50 g di cedro candito  (canditi)
buccia grattata di un limone 
cannella 
pizzico di sale 
2-4 amaretti (non li ho messi)
1 bicchierino di liquore mandorla amara  (io Sambuca)
zucchero a velo

Preparazione:

Si mette il latte in un tegame si aggiungono le bucce di limone, sale, si porta a bollore, si aggiunge il riso. Si fa cuocere per 16 minuti circa, finché il latte sarà assorbito quasi completamente. 
Si fa raffreddare, si aggiunge la cannella, le mandorle tritate, il cedro candito tagliato (per chi usa gli amaretti, si aggiungono frantumati); si mescola. 
Nel frattempo si sbatte l’uovo con lo zucchero, si unisce il riso e si amalgama il tutto. 
Si travasa in uno stampo imburrato, si mette in forno caldo  a 180° C per 20 minuti, poi si abbassa a 150° C e si cuoce per altri 40- 45 minuti, fino a che si sarà formata una crosticina. 
Si sforna e si lascia intiepidire, si fanno dei forellini con uno stuzzicadenti e si spennella con il liquore. Una volta raffreddata, si spolvera con lo zucchero a velo. 
Si taglia a losanghe e si serve con gli stuzzicadenti.





lunedì 8 giugno 2020

Tagliolini con cipolle rosse, aceto balsamico e granella di mandorle

Sono dei tagliolini conditi con una purea di cipolle rosse ed alla fine si aggiunge l’aceto balsamico  e una granella di mandorle ed pangrattato tostasti.


Tagliolini con cipolle rosse, aceto balsamico e granella di mandorle





Ingredienti:

380 g di tagliolini freschi all’uovo
3 cipolle rosse medie
4 cucchiai di aceto balsamico
20 g di mandorle ridotte a granella
ciuffo di prezzemolo
pangrattato
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero

pecorino romano a piacere



Preparazione:

In un tegame si mettono le cipolle rosse tagliate a fettine sottile con un filo di olio extra vergine di oliva, pepe nero, sale ed acqua. Si copre e si lascia cuocere a fuoco lento finché la cipolla non sarà ammorbidita, se occorre si aggiunge altra acqua. Si rende a purea con un minipiner, si aggiunge altro pepe ed prezzemolo tritato. Si versa in una larga padella.
In un tegamino si mette l’aceto balsamico e si fa evaporare, finché sarà ridotto di volume.
In un padellino si fa tostare la granella di mandorle con il pangrattato.
Si cuoce la pasta molto al dente, si scola, lasciando acqua di cottura, e si versa nella padella con la purea di cipolle e si gira facendo assorbire i sapori. S’impiatta e si aggiunge, il prezzemolo, l’aceto balsamico, la granella di mandorle e pane grattugiato tostato ed a piacere il pecorino romano grattato.




giovedì 4 giugno 2020

Patate ripiene di Toma piemontese ed avvolte dallo Speck

Sono delle patate ripiene di Toma piemontese e foglie si salvia, il tutto avvolto da una fetta di Speck e messi in forno in tempo di far sciogliere il formaggio. 





Ingredienti:

4 patate non tanto grandi
4 fette di Speck
30 g di Toma piemontese
salvia
rosmarino
sale
pepe nero
olio extra vergine di oliva


Preparazione:

Si lavano bene le patate, si fanno bollire per 10-15 minuti, devono essere ancora sode.
Si scolano si fanno raffreddare, si privano della buccia, si tagliano a metà, si salano e si pepano, si mette una fette di formaggio e una foglia di salvia. Si avvolgono nella fette di Speck e si fermano con uno stuzzicadenti, si aggiunge anche una foglia di salvia.
Si mettono in  una pirofila si pepano, si ungono di olio extra vergine di oliva, si aggiungono aghi di rosmarino. Si mettono in forno caldo a 200° C per 10 minuti, il tempo di far sciogliere il formaggio.



Patate ripiene di Toma piemontese ed avvolte dallo Speck





lunedì 1 giugno 2020

Linguine con condimento aromatico e provolone piccante

Sono delle linguine condite con una sorta di pesto composto da prezzemolo, capperi, mandorle, aglio, pangrattato ed ovviamente olio extra vergine di oliva. Infine si serve con una spolverata di  pangrattato tostato e una grattata di provolone piccante. Semplice e molto saporito.


Linguine con condimento aromatico e provolone piccante



Ingredienti:


380 g di linguine
40 g di provolone piccante
30 g di pangrattato tostato in precedenza


Condimento aromatico

1 mazzetto di prezzemolo
20 g di capperi in precedenza dissalati
20 g di mandorle pelate
pangrattato
1 spicchio di aglio
1 peperoncino
olio extra vergine di oliva
pepe nero


Preparazione:

In un cutter si mette il mazzetto di prezzemolo ben lavato, i capperi, le mandorle, lo spicchio di aglio il peperoncino ed il pangrattato. Si trita il tutto si ottiene una poltiglia che si mette in un recipiente si aggiunge olio extra vergine, si aggiusta di sale e pepe nero.

Si fa cuocere la pasta molto al dente, nel frattempo in un'ampia padella si mette un filo di olio extra vergine di oliva, si aggiunge il condimento aromatico, si fa scaldare alcuni minuti, si aggiunga alcuni mestoli di acqua di cottura della pasta. Si scolano le linguine si versano nel condimento si gira per alcuni minuti in modo da far assorbire bene la pasta.
Si serve con un po’ di pangrattato tostato e una grattata di provolone piccante.




giovedì 28 maggio 2020

Focaccia Classica della Locanda Locatelli con semi misti

E’ la famosa Focaccia Classica della Locanda Locatelli, la cui particolarità è che non si impasta ed è abbastanza veloce. Fatta e rifatta diverse volte, questa volta ho aggiunto dei semi misti sulla superficie. Ottima da mangiare da sola o farcita con Speck, Gorgonzola e Mascarpone!



Focaccia Classica della Locanda Locatelli con semi misti



Ingredienti:

per una teglia di 26x37 o 30x30

Per l’impasto

500 g di farina 0
15 g lievito di birra fresco 
225 - 300 di acqua a 20°C
2 cucchiai olio d’oliva extravergine più quello per ungere 
10 g di sale

Per la salamoia

65 g di acqua a 20°C 
65 g olio d’oliva extravergine
15-25 g di sale 

Per guarnire

Semi secchi misti (semi di girasole decorticati, semi di sesamo, semi di papavero, semi di lino)
rametti di rosmarino  a piacere

Farcitura

100 g di Speck tagliato a fette
200 g di Gorgonzola e Mascarpone



Preparazione:

In una ciotola si mettono tutti gli ingredienti della salamoia, si emulsionano con una forchetta.
Si prende una parte dell’acqua e si mette in un bicchiere si fa sciogliere il lievito per 5-6 minuti.
In una ciotola capiente, si mescolano le due farine, si aggiunge il sale e l’olio extra vergine di oliva, ed il lievito sciolto nell’acqua, si mescola con un cucchiaio molto velocemente, fino ad ottenere un composto abbastanza liscio, si unge la superficie, si copre con un panno umido e si lascia riposare 10 minuti. 
Si unge una teglia da forno rivestita con della carta da forno, si riversa l’impasto, si unge la superficie e si lascia riposare per 10 minuti.
Poi, usando la punta delle dita e partendo dal centro, si stende l’impasto; si lascia risposare per 20 minuti (io l’ho lasciato riposare 1 ora).
Passato il tempo, con la punta delle dita, si formano dei buchi sulla superficie, si versa la salamoia, si uniscono i semi misti, ed il rosmarino tagliato a pezzetti; si lascia riposare per 20 minuti. 
Passato il tempo si mette in forno caldo a 220°C, per 25-30 minuti, finché la focaccia si dora. Si sforna e si lascia intiepidire su una griglia. Io ho aggiunto un filo di olio sulla superficie appena sfornata. 
L’ho lasciata intiepidire, l’ho tagliata a tranci ed in alcuni divisi a metà, ho spalmato il Gorgonzola e Mascarpone ed aggiunto fette di Speck.





Focaccia Classica della Locanda Locatelli con semi misti






lunedì 25 maggio 2020

Lasagne con pesto di rucola e basilico

Sono delle lasagne condite con un pesto di rucola e basilico unito alla besciamella, ottenendo una “besciamella verde”.



Lasagne con pesto di rucola e basilico




Ingredienti:

250 g di sfoglie per lasagna già pronte o se si vogliano fare in casa vedere qui
100 g di Parmigiano Reggiano o Grano Padano

Per il Pesto di rucola e basilico

100 g di rucola
40 g di Parmigiano Reggiano o Grano Padano
1 mazzetto di basilico fresco
20 g di pinoli
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Per la besciamella:

500 ml di latte intero
50 g di burro
50 g di farina 00
noce moscata
sale
pepe nero


Preparazione:

Per la besciamella. Si fa scaldare il latte; a parte in una casseruola si fa sciogliere il burro, si unisce la farina si gira e si aggiunge un po' alla volta il latte girando bene con una frusta in modo di non formare grumi. Si mescola fino a che si sarà addensata, ma che è ancora abbastanza liquida. Si sala, si pepa e si aggiunge la noce moscata a piacere.

Per il pesto. Dopo aver lavato bene la rucola ed il basilico, si mette il tutto in un cutter con l’aglio, i pinoli, si aggiunge a filo l’olio extra vergine di oliva e si frulla a scatti fino ad ottenere il pesto. Si aggiunge il sale, il pepe ed il formaggio. 
Si unisce il pesto con la besciamella e si amalgama bene il tutto, fino ad avere una “besciamella verde”.

Si inizia ad assemblare la lasagna, si mette in una pirofila un cucchiaio di “besciamella verde”, si depositano le sfoglie, si copre con “besciamella verde” e formaggio grattugiato. Si prosegue così fino ad esaurire le sfoglie ed il condimento. L'ultimo strato sarà ricoperto di abbondante  formaggio grattugiato.
Si mette in forno caldo a 180° C per 30-40 minuti dipende dal forno, fino a quando la superficie sarà dorata. Si sforna, si lascia intiepidire per almeno 5-10 minuti, prima di consumarla.





giovedì 21 maggio 2020

Crumble di fragole

Lo spunto è il classico dolce al cucchiaio originario della Gran Bretagna, il Crumble di mele.
Le briciole di farina, burro, zucchero e mandorle questa volta coprono le fragole, le regine di questo periodo.





Crumble di fragole




Ingredienti:

250 g circa di fragole
50 g di zucchero semolato
1 limone non trattato succo e scorza
1 cucchiaino di amido di mais

Per il crumble

60 g di farina 0
40 g di burro freddo
30 g di zucchero 
6-7 mandorle tagliate grossolanamente


Preparazione:

Dopo aver lavato le fragole, si tagliano a piccoli dadini, si aggiunge il succo e la scorza di limone, lo zucchero e l'amido di mais. Si mescola il tutto e si lascia riposare.
In una ciotola si mette la farina,  lo zucchero, si mescola bene si aggiunge il  il burro freddo, con la punta delle dita si formano delle briciole. 
In delle pirofile monoporzione, si versano le fragole, si  si coprono con il crumble, lasciando dei buchi, si aggiungono le mandorle tagliate grossolanamente.
Si mettono in forno caldo a 180° C fino a che la superficie sarà dorata e croccante.
Si sforna, si lascia intiepidire prima di servire.




lunedì 18 maggio 2020

Polpette di asparagi e zenzero

Gli asparagi sono i protagonisti di questo periodo, avendo un predilezione per polpette ad affini, li ho impiegati per realizzare delle polpette con l’aggiunta di zenzero fresco.



Polpette di asparagi e zenzero


Ingredienti:

300 g circa di asparagi
150 g di pane in cassetta
80 ml di latte circa
40 g di Parmigiano Reggiano
2 uova
farina
1 cm di zenzero fresco
1 spicchio di aglio
sale
pepe nero

olio di semi di arachide per friggere


Preparazione:

In una ciotola capiente si spezzetta il pane in cassetta, si aggiunge il latte e si lascia ammorbidire.
Si mondano gli asparagi, si toglie la parte terminale più legnosa e si rifila. Si lavano per bene, si mettono le punte di asparagi in verticale in un tegame alto con l’acqua calda e salata. Si fanno scottare per alcuni minuti; si scolano e si fanno raffreddare. Una volta freddi si tagliano a rondelle.
Quando il pane sarà ammorbidito, si strizza bene, si trasferisce in una ciotola, si aggiungono le uova,  gli asparagi, il formaggio, lo zenzero e l'aglio tagliato a pezzetti, sale e pepe. Si impasta  il composto fino ad averlo ben compatto e morbido. 
Si prende parte dell’impasto, si formano delle palline, si passano leggermente nella farina.
Si friggono in una padella con olio di semi di arachidi, finché saranno dorate.






giovedì 14 maggio 2020

Seada

La seada o sebada è un famoso dolce sardo composto da due dischi di sfoglia che contengono un ripieno di formaggio, poi viene fritta e servita ricoperta da miele. Una vera bontà!
In origine era più un secondo piatto, se non addirittura un pasto unico, in quanto era nato in zone dell’isola legate alla pastorizia, quali le aree del Campidano, Barbagia, Ogliastra, Logudoro, Gallura e Baronie.
L’origine del nome è incerto. Secondo alcune fonti deriva dallo spagnolo a ricordare i decenni di dominazione della Spagna;  per altre fonti sarebbe legato al termine latino sebum, per l’utilizzo del grasso animale (strutto) nella preparazione della sfoglia.
La sfoglia chiamata violada o violata, è composta di semola, strutto e un po’ di acqua tiepida, la stessa delle Pardulas, altro famoso dolce sardo.  Il formaggio utilizzato è il casu furriau un formaggio acidulo, difficile da trovare fuori dalla Sardegna, si può usare un pecorino fresco o il primo sale preferibilmente di pecora. 
Come ogni ricetta locale, ci sono delle differenze da zona a zona, soprattutto nel come trattare il ripieno con il formaggio cotto o con il formaggio crudo (sa mandrona ossia "in modo pigro").
La ricetta che propongo è con il formaggio cotto. Non trovando il formaggio tipico, ho utilizzato un primo sale di pecora.



Seada




Ingredienti: 

Per 5-6 seada di 8 cm:

Pasta violada

150 g di semola rimacinata di grano duro
25 g circa di strutto
70-80  ml circa di acqua tiepida
sale fino

Ripieno

100 grammi di formaggio acidulo “casu furriau” (un pecorino fresco o un primo sale)
10 g di semola rimacinata di grano duro
la scorza grattugiata di un limone non trattato

Frittura

olio di semi di arachide

Decorazione

miele di acacia o millefiori


Preparazione:

Per la ‘pasta violada’. In un recipiente si mette la semola di grano duro rimacinata, il sale e lo strutto; si lavora ottenendo della grosse briciole si aggiunge pian piano l’acqua tiepida, quanto basta per lavorare l’impasto. Dopo aver ottenuto un impasto compatto, si copre e si lascia riposare per almeno 30 minuti.

Nel frattempo si prepara il ripieno. Si mette il formaggio in un tegame, si fa fondere a fuoco basse nel caso si aggiunge un po’ di latte. Quando sarà fuso si aggiunge la semola rimacinata e si mescola, si fa cuocere per un altro minuto. Si spegne e si aggiunge la scorza di limone. Si trasferisce su un foglio di carta forno e si lascia raffreddare.

Passato il tempo di riposo della pasta si stende una sfoglia di 5 millimetri. Si ricavano dei dischi rotondi con il coppa pasta. Si mette al centro un po’ di formaggio, cercate di formare una sorta di pallina; si deposita un altro disco sopra bagnando i bordi con acqua per farli aderire. Si pressano bene i bordi. 

In una padella si fa scaldare l’olio di semi di arachide, arrivato a temperatura si immergono le seadas si fanno dorare. Si scolano e si fanno scolare dall’olio in eccesso. 

Si servono calde aggiungendo sopra del miele.





lunedì 11 maggio 2020

Sardenaira

La Sardenaira è un lievitato tipico di Sanremo, ma si può trovare con nomi e lieve differenze in tutta la Liguria di Ponente e della vicina Provenza, un tempo, appartenente al territorio italiano.
La Sardenaria è un lievitato condito con pomodoro fresco o la polpa, spicchi d’aglio in camicia, acciughe sotto sale, capperi, olive, origano ed ovviamente olio extravergine d’oliva. Tutti ingredienti poveri che uniscono terra e mare. 
La denominazione del piatto ricorda le sardine, anticamente infatti, si preparava il venerdì giorno di magro, proprio con le sardine sostituite nel dopoguerra con le acciughe sotto sale.
Dal 2012 la Sardenaira, è tutelata dalla certificazione De.Co ( Denominazione Comunale); con una ricetta codificata nel rispetto della tradizione tramandata.
Ma esiste anche una versione casalinga, con l’aggiunge di cipolla o cipollotto, ed io ho seguito questa versione.
La ricetta è di Fausta Lavagna del blog Caffè col cioccolato, da cui ho preso spunto per altre ricette: Frandura e Salsa Romesco;  voglio ricordarla con affetto.




Sardenaira



Per impasto:

300 g di farina 0
150 ml di acqua
36 ml di olio extravergine d’oliva più altro per la teglia
8 g di lievito di birra fresco
7 g di sale

Per il condimento 

300 g circa di polpa di pomodoro
20 g di olive nere 
1 cucchiaio di capperi sotto sale
5-6 spicchi d’aglio vestiti
4 filetti di acciughe sotto olio
1 cipollotto
origano essiccato
olio extravergine d’oliva 
sale
pepe nero


Preparazione

In un bicchiere di acqua tiepida (40 ml) si fa sciogliere ed attivare il lievito.
Si setaccia la farina si mette in una ciotola si aggiunge l’olio e la restante acqua. Si lavora per qualche minuto, si unisce il sale e dopo 5 minuti di lavorazione, il lievito. S’impasta a lungo fino ad ottenere una pasta morbida e setosa. Si forma una palla, si copre e si lascia lievitare fino al raddoppio.
Al termine del riposo, si travasa l’impasto in una teglia con abbondante olio extra vergine di oliva, si spiana bene con le dita fino a coprire l’intera superficie. Si copre e si lascia lievitare per un’ora e mezza circa.

Nel frattempo, si fa imbiondire il cipollotto con olio extra vergine di oliva, si aggiunge la polpa di pomodoro si sala e si pepa, si copre e si fa cuocere per 10 minuti circa.  

Passato il tempo di riposo della pasta, si bagna un po’ la superficie con l’acqua, si aggiunge la passata di pomodoro cotta, i capperi dissalati, le olive nere denocciolate, le acciughe a pezzetti e gli spicchi d’aglio. Si spolvera con l’origano. 
S’inforna a forno caldo a 200° C per 25-30 minuti, fino a che risulta cotta in superficie, alta e morbida, ma con una base ben cotta e croccante.
Si sforna, si aggiunge un filo di olio extra vergine di oliva. Si taglia a pezzi e si mangia.






giovedì 7 maggio 2020

Fusi di pollo con crostini all’aglio

Ho preso spunto da  una ricetta di Sale&Pepe di Giugno 2017. Premetto che mi piace il sapore dell’aglio, e trovo che per alcune pietanze sia immancabile. In questo caso la quantità che accompagna la cottura del pollo, oltre a donare un sapore gradevole alla carne, si arricchisce a sua volta del “gusto” del pollo. L’aglio così “arricchito” è ottimo spalmato sui crostini.



Fusi di pollo con crostini all’aglio


Ingredienti:

8 fusi di pollo 
4 filetti di acciuga
1 testa di aglio divisa a spicchi
origano secco 
timo fresco 
mezzo bicchiere di vino bianco secco
4 fette di pane di grano duro tagliato a pezzi
olio extravergine d’oliva 
sale 
pepe nero

Preparazione:

In una padella si fa scaldare l’olio extra vergine di oliva, si fa sciogliere l’acciuga e rosolare gli spicchi di aglio vestiti. Una volta dorati, si tolgono dalla padella e si mettono su una pirofila da forno.
Nella padella si mettono a rosolare i fusi di pollo, si sala e si pepa. Una volta rosolati si trasferiscono nelle pirofila, si aggiunge il timo, l’origano ed il vino. Si copre con carta stagnola e si mette in forno caldo a 180° C per circa 50 minuti. Passato il tempo si toglie la carta stagnola e si fa restringere il sughetto, ogni tanto si bagnano i fusi di pollo fino a completa doratura. 
Nel frattempo si fa saltare in padella, con un filo di olio, i pezzi di pane e si fanno dorare.
Finita la cottura del pollo, alcuni spicchi di aglio si privano della buccia e si spalmano sui pezzi di pane e si aggiungono ai fusi di pollo.





lunedì 4 maggio 2020

Rosette di pasta ripiene di verdure

Prendono spunto dalle Rosette o Nidi di rondine della cucina tradizionale emiliano – romagnola. Ho spalmato sulle sfoglie  una purea di verdure scottate in padella,  arrotolate  e depositato i cilindri su una pirofila, il tutto condito con la besciamella e il formaggio grattugiato, infine il passaggio il forno a formare la crosticina.


Rosette di pasta ripiene di verdure



Ingredienti:

250 g di sfoglie per lasagna già pronte o se si vogliano fare in casa vedere qui
100 g di piselli sgranati
100 g di fagiolini
2 carote
1 patata
1 zucchina 
1 cipolla dorata
80 g di Parmigiano Reggiano o Grano Padano
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero


Per la besciamella:

500 ml di latte intero
50 g di burro
50 g di farina 00
noce moscata
sale
pepe nero

Preparazione:

Per la besciamella. Si fa scaldare il latte; a parte in una casseruola si fa sciogliere il burro, si unisce la farina si gira e si aggiunge un po' alla volta il latte girando bene con una frusta in modo di non formare grumi. Si mescola fino a che si sarà addensata, ma che è ancora abbastanza liquida. Si sala, si pepa e si aggiunge la noce moscata a piacere.

Si sbollentano in acqua calda i piselli ed i fagiolini, una volta cotti si lasciano da parte.
Si tagliano le verdure a pezzetti. In un'ampia padella si fa imbiondire la cipolla, si aggiungono le carote tagliate a rondelle, poi la zucchina e le restante verdure. Si fanno saltare per alcuni minuti, si sala e si pepa.
Poi si  passa il tutto al mix e si riduce in purea, si aggiunge un cucchiaio di besciamella.

Si passa le varie sfoglia nell’acqua bollente con un po’ di olio extra vergine di oliva, uno o due minuti, si scolano e si passa in una bacinella con acqua fredda salata.
Si dispongono le sfoglie su un tagliere si mette la purea di verdure si arrotola ciascuna sfoglia su se stessa formando un cilindro, si taglia in due parti o tre in base alla grandezza delle sfoglie. Si depositano i cilindri su una pirofila che precedentemente si è spalmata uno strato sottile di besciamella. Si continua cosi fino ad esaurimento degli ingredienti.
Si condisce il tutto con la besciamella e il formaggio grattugiato.

Si mettono in forno caldo a 180° C per 30/40 minuti finché non sarà dorato.
Si sforna, si lascia intiepidire per almeno 5-10 minuti, prima di consumarla.






giovedì 30 aprile 2020

Crostata con confettura di amarene e ricotta

Ho una passione per questa tipologia di crostata formata dall’unione di ricotta e frutta o marmellata di amarene o visciole; nel blog sono presente delle Crostatine di visciole e ricotta e una Crostata con ricotta e amarene.



Crostata con confettura di amarene e ricotta



Ingredienti:

Per una crostata di 24 cm di diametro

300 g di  farina 00
125 g di burro 
125 g di zucchero semolato
2 uova  
1 cucchiaino di lievito per dolci

Per il ripieno:
500 g di ricotta di mucca
300 g di confettura di amarene
40 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaino di Maraschino



Preparazione: 

In una ciotola si mette la farina setacciata il burro tagliato a pezzetti, si lavora il tutto rapidamente con le punte delle dita. Si uniscono lo zucchero, le uova, ed il lievito, si lavora velocemente il tutto sempre con la punta delle dita, fino ad ottenere un impasto compatto liscio ed abbastanza elastico. Si forma un panetto si avvolge nella pellicola trasparente e si mette in frigo, minimo 1 ora.
In una ciotola si mette la ricotta, lo zucchero, la maizena ed il Maraschino, si amalgama il tutto. Si copre e si mette in frigorifero.
Trascorso il tempo, si prende la pasta frolla si taglia una parte che sarà utilizzata per la guarnizione, il restante si stende leggermente con un mattarello e si trasferisce in una tortiera imburrata o rivestita di carta forno. Si bucherella con i rebbi della forchetta il fondo della crostata, si ricopre con la confettura di amarene, sopra si versa la ricotta lavorata. 
Con il restante della pasta si forma la decorazione, io ho fatto con degli stampini delle stelle di varie dimensioni. 
S’informa a forno caldo a 180°C  per 40 - 50 minuti. Una volta cotta si lascia raffreddare prima di sfornarla. 






lunedì 27 aprile 2020

Pasta al forno con carciofi

Pasta condita con carciofi romaneschi ripassati in padella con aglio, prezzemolo e maggiorana; il tutto cotto in forno con besciamella, mozzarella e formaggio grattugiato.



Pasta al forno con carciofi




Ingredienti:

380 g di succhietti o altra pasta corta
200 g circa di mozzarella
40 g di Grana Padano
4 carciofi romaneschi
1 spicchio di aglio
mazzetto di prezzemolo
maggiorana
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero



Per la Besciamella

250 ml di latte intero
20 g di burro
20 g di farina 0
noce moscata
sale
pepe nero



Preparazione:

Si mondano i carciofi si tagliano a spicchi. In una larga padella si fa imbiondire l'aglio tagliato a pezzetti, si unisco gli spicchi di carciofi, si fanno cuocere per 10-15 minuti, si sala e si pepa e si unisce il prezzemolo tagliato grossolanamente e la maggiorana.

Per la Besciamella: Si fa scaldare il latte in un bollitore, in una casseruola si fa sciogliere il burro, si unisce la farina, si gira fino a far assorbire la farina, si toglie dal fuoco e si unisce un po' alla volta il latte girando bene in modo di non formare grumi, poi si sala, si pepa e si aggiunge la noce moscata. Si rimette sul fuoco e si mescola fino a quando non si addensa, in questo caso non deve essere particolarmente densa.

Si porta ad ebollizione abbondante acqua per la pasta, si fanno cuocere e si scolano alcuni minuti prima della fine di cottura, si aggiungono ai carciofi e si fa saltare il tutto. In una pirofila si mette una parte di besciamella, si versa la pasta condita si aggiunge la mozzarella tagliata a pezzetti, si ricopre con la restante besciamella, si spolvera con il formaggio grattugiato. Si mette in forno caldo a 200° C per 30-40 minuti circa, dipende dal forno, finché sarà tutto gratinato.






giovedì 23 aprile 2020

Ricotta con erbe aromatiche cotta al forno

Per questa ricetta ho preso spunto da lei, ho cosparso la ricotta di erbe aromatiche e spezie, poi l’ho cotta in forno. E’ ottima mangiata da sola o per accompagnare salumi o uova.



Ricotta con erbe aromatiche cotta al forno


Ingredienti:

340 g di ricotta di mucca in cestino
rosmarino
timo
salvia
alloro
semi di finocchio
prezzemolo
paprika
pepe nero
olio extravergine di oliva


Preparazioni:

Si tritano le erbe aromatiche si mettono in una ciotola.
Si mette la forma di ricotta in una placca ricoperta da carta forno. Si unge con l’olio extra vergine di oliva, si cosparge di paprika, pepe ed erbe aromatiche
Si mette in forno caldo a 180° C fino a che diventa un po’ dorata (circa 45 minuti)
Si sforna, si serve sia tiepida che fredda.
Si conserva in frigorifero per alcuni giorni.





Ricotta con erbe aromatiche cotta al forno






lunedì 20 aprile 2020

Nidi di vermicelli con piselli

Sono dei nidi di pasta, in questo caso vermicelli conditi con piselli e cipollotto, poi mescolati con un insieme di uova, latte, pecorino romano e grana padano grattugiati. Il tutto messo in dei stampini e cotti in forno.



Nidi di vermicelli con piselli



Ingredienti:

250 g di vermicelli 
150 g di piselli sgranati
40 g di Grana Padano 
40 g di pecorino romano
2 uova
50 ml di latte intero
1 cipollotto fresco
olio extravergine d'oliva
sale e pepe



Preparazione:

Si scottano in acqua calda per 5-8 minuti i piselli, si scolano e si mettono da parte.
In una larga padella si fa imbiondire il cipollotto tagliato a rondelle, si aggiungono i piselli e si fanno cuocere per 5-10 minuti si sale e si pepa. Si mettono da parte.
Si fanno cuocere i vermicelli al dente  in abbondante acqua calda, si scolano e si lasciano raffreddare. 
Poi i uniscono ai piselli e si condisce per bene.
In un’ampia ciotola si sbattono bene le uova e latte, si sala e si pepa, si aggiunge parte dei formaggi grattugiati. Poi si uniscono i vermicelli conditi coi i piselli, si mescola il tutto.
Si ungono bene gli stampini, si mette del pangrattato, si deposita su ognuno il composto di pasta. Si spolvera con i formaggi grattugiati e si passano al forno caldo a 180-190° C per 20-30 minuti, finché saranno dorati. Si sfornano e si lasciano intiepidire.





giovedì 16 aprile 2020

Finocchi in agrodolce

Sono un’amante dell’agrodolce, quando ho visto questa ricetta da lei l’ho subito provata. Sono ottimi come contorno sia con la carne che con il pesce.




Finocchi in agrodolce





Ingredienti:

3 finocchi
1 manciata di olive nere di Gaeta denocciolate
1 cucchiaio di pinoli 
1 cucchiaino di capperi dissalati
1 cucchiaio di zucchero semolato
2 cucchiai di aceto di mele
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:

Si lavano i finocchi, si tagliano a metà, poi a fette di circa 1 cm. In un'ampia padella, si fa riscaldare l'olio extra vergine di oliva con olive, pinoli e capperi. Si fa insaporire, si uniscono i  finocchi, si fanno cuocere a fiamma vivace per circa 5 minuti; si sala.
In un bicchiere si mette l’aceto di mele, lo zucchero e 2 cucchiai di acqua, si versa in padella, si lascia sfumare,si copre con il coperchio e si lascia cuocere per circa 10 minuti a fiamma media mescolando di tanto in tanto. Si toglie il coperchio, si alza la fiamma per far caramellare. Si spegne si pepa e si serve. Sono ottimi anche a temperatura ambiente.





giovedì 9 aprile 2020

Türta de gee ovvero Torta di bietole alla genovese

Piglisi struccoli overo agretti, i quali sono casci freschi fatti d’un giorno senza sale, e quandohanno alquanto del forte sono assai meglio, pestisino nel mortaro tanto che venghino come butiro, e si mescolino con biete trite, e un poco di menta battuta, e pepe pisto, poi habbisi uno sfoglio di pasta, e stendasi sopra il suolo di rame onto di butiro, e pongasi sopra esso sfoglio la compositione che non sia alta più di mezzo dito, e sopra essa compositione spargasi olio dolce, e coprasi con un’altro sfoglio sottilissimo, e facciasi cuocere nel modo sopradetto, e servasi calda, perché fredda non val niente; è ben vero che molte volte si riscaldano sopra la graticola, e in questo modo si possono fare ancor nelle tortiere.
Bartolomeo Scappi, Opera dell’arte del cucinare, Venezia, 1570

 Bartolomeo Scappi, cuoco segreto di papa Pio V, nella sua Opera dell’arte del cucinare (1570) cita la Gattafura alla Genovese che è con probabilità, la “madre” della torta di bietole e prescinseua  (una sorta di cagliata di latte molto leggera) ovvero la Türta de gee.
Col tempo si sono aggiunte altre varianti, come la Torta Pasqualina di bietole, prescinseua e uova sode che si presenta per l’appunto a Pasqua. 
La  Türta de gee è composta da un involucro di pasta matta con all’interno un ripieno di bietole, si utilizzano solo le foglie messe a crudo e  prescinseua.





Türta de gee ovvero Torta di bietole alla genovese



Ingredienti:

Per una teglia di diametro 30/32 cm

Per la pasta matta

125 g farina 00
125 g farina Manitoba
150 ml acqua tiepida
2 cucchiai olio extravergine d'oliva
5 g di sale.

Per il ripieno

500 g bietole o bieta
500 g prescinseua   (250 g di ricotta e 250 di yogurt bianco)
2 cucchiai Farina 00
olio extravergine di oliva.

Per spennellare

acqua
olio extravergine di oliva
sale


Preparazione:

In una ciotola si mescolano le due farine, si aggiunge il sale, l’olio extravergine di oliva; si gira con un cucchiaio. Si unisce a poco a poco l’acqua tiepida e si mescola  fino a che la farina avrà assorbito tutta l’acqua. Si rovescia su una spianatoia e si impasta energicamente per 10 minuti, si copre con una ciotola e si lascia riposare per almeno 1 ora.

Si lava bene le bietole, si utilizzano solo le foglie, le coste si tengono da parte. Si tagliano le foglie a fettine molto sottili, si mettono in un recipiente, si salano, si aggiunge l’olio extra vergine di oliva, e la farina. Si mescola e si mette da parte.

Passato il tempo di riposo della pasta, si divide in due parti, una più grande. Si stende una sfoglia sottile si mette su uno stampo oliato, si versano le bietole e sopra a cucchiaiate la prescinseua oppure un composto formato dalla ricotta e  yogurt bianco. Si stende l’altro sfoglia e si mette sopra, si chiudono i bordi laterali, si buca la superficie si spennella con acqua, sale e olio extravergine di oliva.
Si mette in forno caldo a 180°/190°  per 35-40 minuti,  fino a doratura.
Si sforna e si lascia raffreddare, prima di servirla.






§§§


 Quest'anno sarà un'insolita Pasqua, per alcuni sarà lontana fisicamente dai propri affetti, ma vicina nel cuore.




Serena Pasqua!











lunedì 6 aprile 2020

Pansotti in salsa di noci

I Pansotti o Pansoti sono dei tipici formati di pasta fresca ripiena liguri. Prendono il nome dalla forma panciuta data dal ripieno composto da ricotta, presciseua ed un misto di erbe spontanee  “preboggion” termine che con probabilità deriva dal metodo di cottura delle erbe spontanee: in dialetto ligure “buggi” lessare e “boggion” il calderone in cui le erbe venivano cotte all’aperto.
Le erbe spontanee in base ad ogni luogo e disponibilità possono essere dalle 10-17 piante quali bietola di prato, borragine, cicoria di campo, dente di leone, ortica, papavero, tarassaco ed altre.
Dalle mie parte un insieme di erbe spontanee si chiama misticanza romana e questa che ho utilizzato per il ripieno.
Li ho conditi con la salsa di noci o sarsa de noxe in ligure.


Pansotti in salsa di noci



Ingredienti:

Per la pasta

200 g di farina 0
30 g di vino bianco secco
80 g circa di acqua 

Per il ripieno

500 - 600 g di erbe miste spontanee (cicoria di campo, borragine, crespigno, dente di leone,  pimpinella, papavero, tarassaco carota selvatica ed altre)
80 g di Parmigiano Reggiano
1 uovo piccolo 
100 g g di ricotta
100 g di presciseua (sostituita con ricotta)
maggiorana 
noce moscata 
sale
pepe nero


Per la salsa di noci

100 g di gherigli di noci
80-100 g di latte intero
30 g di mollica di pane
20 g di Grana Padano
1 spicchio d’aglio piccolo
maggiorana
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero


Preparazione:

Dopo aver pulito le varie erbe, si lessano, si scolano e si strizzano bene. Una volta frette si tagliano al coltello.
Si mettono in una scodella si unisce l’uovo, la noce moscata, la ricotta, la prescinseua, il parmigiano la maggiorana, il sale ed il pepe. Si amalgama il tutto e si mette da parte. 

Per la salsa di noci si mette la mollica di pane tagliata a pezzetti in una ciotola si aggiunge il latte. Si fa assorbire.
Si puliscono i gherigli di noci, si scottano in acqua calda per circa 3-4 minuti, si scolano e si toglie la pellicina, io l’ho lasciata; si mettono in un cutter, si aggiunge la maggiorana, l’aglio, il formaggio, il pane ed il latte. Si aziona il cutter e si riduce il tutto in salsa, si sala si pepa e si aggiunge l’olio extra vergine di oliva. Se è troppo compatta, si aggiunge altro latte.



Salsa di noci




In un’ampia ciotola si versa la farina setacciata, si unisce il vino e pian piano l’acqua; si comincia a lavorare fino a legare gli ingredienti. Si prende il composto e si mette sulla spianatoia si lavora per 15-20 minuti, fino ad ottenere una massa omogenea, soda e liscia.  Si forma una palla, si copre e si fa riposare.

Passato il tempo del riposo, si stende una sfoglia abbastanza sottile, si tagli in tanti quadrati di 5-7 cm di lato; nel mezzo si mette un cucchiaino di ripieno, si uniscono i due angoli di ciascun quadrato avendo cura di pressare bene la pasta ai lati del ripieno, affinché non fuoriesca durante la cottura. Si ottiene un triangolo e si forma un grosso tortellino.


Pansotti



Si porta abbondante acqua ad ebollizione, prima di versare i pansotti si aggiungono alcune gocce di olio in modo di non farli attaccare; si versano e si fanno cuocere per 4-5 minuti, il tempo di farli venire a galla e di far riprendere il bollore dell’acqua. 
Si scolano si condiscono con la salsa di noci, stemperata con un po’ di acqua di cottura della pasta. Si spolvera con il formaggio e si aggiungono qualche gheriglio di noce sbriciolato.



Pansotti in salsa di noci









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