mercoledì 23 novembre 2011

Pangiallo romano

Quanno vierà er pangiallo
te vojjo dà 'na fetta de Natale
Giuseppe Gioacchino  Belli, La dogana de terra a Piazza de Pietra (Roma 23 ottobre 1831)


Tra i dolci tradizionali per le feste di Natale a Roma c’è il Pangiallo. E’ un dolce il cui nome è dato dal colore dorato della superficie, ha forma di pagnottina ed è composto di pasta di pane arricchita da miele, frutta secca, canditi e spezie.
A quanto sembra, un pane simile veniva regalato nella Roma imperiale nel corso della festa del Solstizio d'Inverno, per evocare con il suo colore il ritorno del sole.
In origine si otteneva impastando solo il miele con il cedro candito e la frutta secca. Poi con gli anni si è arricchito di altri ingredienti fino a diventare un pane arricchito.
Come ogni ricetta tradizionale ci sono tante versioni soprattutto per la presenza o meno di alcuni ingredienti come il cioccolato fondente, i pistacchi e spezie varie.



Lievitato dolce di Natale con frutta secca canditi uva passa




Ingredienti per una pagnottina:
100 g di farina  0               
1 g di lievito di birra          
50 ml di latte
acqua q.b.

7 g di miele (un cucchiaino)                    
50 g di nocciole tostate
50 g di pinoli tostati
50 g  noci sgusciate                
50 g di mandorle spellate                 
50 g di uva passa                 
50 g di canditi                         
4 fichi secchi                  
4 g di noce moscata
20 ml di Marsala Fine I.P. Ambra Semisecco DOC

Pastella:
25 g di farina (un cucchiaio)
8 g di olio extra vergine di oliva (un cucchiaio)
1 cucchiaio di acqua


Preparazione:
In un pentolino si fa intiepidire il latte, si versa in un bicchiere e si sbriciola il lievito, si mescola e si fa sciogliere completamente per 5-6 minuti circa.
In una ciotola capiente si versa la farina setacciata, il lievito e si inizia ad amalgamare aggiungendo un po’ d’acqua, si lavora energicamente sulla spianatoia infarinata per 10-15 minuti, fino ad avere un composto consistente ma morbido. Si aggiunge il miele disciolto in acqua, la frutta secca, l’uva passa in precedenza ammollata per 20 minuti in acqua tiepida e alcune gocce di Marsala, i canditi, i fichi secchi tagliati a pezzetti e la noce moscata. Si impasta il tutto si dà la forma di una pagnottina, si dispone su una teglia ricoperta di carta forno e si lascia riposare minimo 6 ore, meglio tutta una notte.


Fasi preparazione Pangiallo romano


Passato il tempo si fa una pastella abbastanza densa con farina, acqua, olio extravergine di oliva e si spalma sulla superficie della pagnottina, s’inforna a 180° C per 50-60 minuti fino a che non avrà un colore dorato.
Una volta cotta si sforna e si lascia raffreddare. Si può mangiare subito oppure si può conservare benissimo per diversi giorni.


Fetta di Pangiallo romano





Con questo dolce tipicamente romano partecipo al contest  Strenne di Natale: tu cucini, Scelte diGusto premia! di Tiziana del blog Pecorelle di Marzapane in collaborazione con Scelte di Gusto, il giornale di cultura ed informazione enogastronomica.










11 commenti:

  1. che buoni che sono e non vedo l'ora di magiare quelli che ogni anno prepara mia mamma; io non li ho mai fatti perchè su tutti i piatti tradizionali le lascio campo liberissimo. Un abbraccio

    RispondiElimina
  2. non conoscevo questo dolce, i lievitati mi piaciono tanto, dovrei impegnarmi di piu':).

    RispondiElimina
  3. Conosco la delizia di questo pane... Buonissimooooo, brava!!! Baci

    RispondiElimina
  4. Non li conoscevo! ....grazie per la ricetta! Sono carini anche da regalare! ciao

    RispondiElimina
  5. Non conoscevo questo dolce, davvero meraviglioso!!!

    RispondiElimina
  6. Sono sincera, neanch'io lo conoscevo, è una delizia: ricchissimo di frutta secca e canditi!
    ^-^
    Brava!!!
    Un bacione

    RispondiElimina
  7. Brava! Io non l'ho mai preparato ma mia suocera (che ha molto più tempo di me...) li fa tutti gli anni, un abbraccio SILVIA

    RispondiElimina
  8. Che buono dev'essere Fr@, ne ho sempre sentito parlare dai miei parenti che vivono a Roma, ma non ho mai avuto il piacere di assaggiarlo!
    Con la tua ricetta potrò prepararlo...e togliermi la curiosità! ;-)
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  9. Mia cara Fr@, bellissima questa tua partecipazione ^___^

    Grazie di cuore! Il pangiallo, per me un misterioso sconosciuto, mi sà di divino.

    Ti abbraccio,
    Tiziana

    p.s. aggiorno il post con le ricette domani e ti inserisco in gara ^_^ baci

    RispondiElimina
  10. ecco qui la versione romana! Molto interessante e gustoso. Non lo conoscevo e mi sa che lo provo! Un bacio e grazie per le dettagliatissime spiegazioni

    RispondiElimina

Grazie per i commenti e consigli, sono sempre ben accetti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...