mercoledì 19 novembre 2014

Apple dumplings



George Dunlop Leslie, Apple Dumplings
George Dunlop Leslie, Apple Dumplings


«I have so often heard Mr. Woodhouse recommend a baked apple. I believe it is the only way that Mr. Woodhouse thinks the fruit thoroughly wholesome. We have apple dumplings, however, very often. Patty makes an excellent apple dumpling»
 Jane Austen, Emma, London, John Murray, 1815, Volume II, Chapter IX   

«... ho sentito tante volte Mr. Woodhouse raccomandare le mele cotte. Credo che sia l'unico modo in cui Mr. Woodhouse ritiene che il frutto sia interamente sano. Noi abbiamo tuttavia molto spesso lo sformato di mele. Patty fa eccellenti sformati di mele»
 Jane Austen, Emma, traduzione di Mario Praz (1965), Garzanti, Milano, 2007, Capitolo XXVII



Lo spunto per questo classico dessert inglese viene da un quadro di un pittore ed illustratore inglese del diciannovesimo secolo George Dunlop Leslie, intitolato per l’appunto Apple dumplings. Il quadro ambientato in una cucina, mostra una donna - con probabilità una cuoca - appoggiata al tavolo intenta a mondare una mela. Sul tavolo sono disposte delle mele, la spianatoia con il mattarello e la pasta semistesa, in secondo piano un contenitore di ceramica e uno più alto di legno.
Questo dessert è menzionato anche da Jane Austen in Emma, un romanzo scritto nel 1815. Nel passo in questione Emma e la giovane amica Harriet si trovano nel negozio di lane, biancheria e mercerie di Mrs Ford per fare delle compere, quando sono fermate dall’anziana e logorroica Miss Bates che le invita a casa per avere un'opinione sul nuovo pianoforte per la nipote Jane. Nei suoi soliti discorsi sconclusionati Miss Bates ricorda le eccellenti apple dumpling della sua cuoca Patty. Nelle varie traduzioni italiane apple dumplings è tradotto come sfornato di mele o torta di mele, in realtà la traduzione letterale è gnocco o raviolo di mela. Leggendo le varie ricette, in effetti, il dessert è costituito da una mela intera sbucciata, privata del torsolo e riempita con uvetta o marmellate e cannella, poi rivestita di una sorta di pasta brisée (Suet crust pastry) composta di farina, sugna ed acqua, a formare un grosso gnocco.
Nel The Art of Cookery Made Plain and Easy, manuale di istruzioni per i cuochi e le cuoche delle famiglie della piccola nobiltà o della classe media emergente, scritto da Hannah Glasse intorno al 1747, indica come cuocere e servire questo grande gnocco di mela. Prima della cottura doveva essere ricoperto da un panno di lino e immerso in acqua calda per più di un’ora; la cottura poteva variare in base alla dimensione. Una volta cotto si toglieva l’involucro di lino e si serviva cosparso di sciroppo e burro.
In seguito divenne più comune la cottura al forno (ovviamente senza il panno di lino) e servirla con uno sciroppo alla cannella o dalla crema.
Ho utilizzato una mela annurca varietà rossa del sud, media grande. La pasta dell’involucro l’ho fatta con il burro ed ho preferito la cottura al forno invece che la bollitura; l’ho servita da sola senza sciroppo o creme.




Mela rivestita di pasta briseé, ripiena di uvetta e cannella




Ricetta tratta liberamente da qui

Ingredienti:


Per la pasta

100 g di farina 00 più la farina per lo spolvero
50 g di burro freddo
2 cucchiai di acqua fredda o di latte


Ripieno

1 mela io ho utilizzato una mela annurca varietà rossa del sud, media grande
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaino di zucchero di canna
1 cucchiaino di zucchero semolato
1 cucchiaio di latte
mezzo cucchiaino di cannella
1 chiodo di garofano



Preparazione:

Si setaccia la farina in una grande ciotola, si aggiunge il burro freddo e si comincia a lavorare con le punte delle dita, pian piano si aggiunge l’acqua o il latte fino a formare un composto sodo e asciutto. Si avvolge in una pellicola e si mette in frigo per 30 minuti. Passato il tempo su una superficie infarinata si stende la pasta di uno spessore di circa 5 mm, abbastanza grande da avvolgere la mela.


Fasi di preparazione della mela rivestita




Si mette in una ciotola l’uvetta a rinvenire. Si sbuccia la mela, si toglie con un levatorsoli il torsolo. Si stempera un po’ di zucchero di canna sul centro della pasta dove si dispone la mela; si spolvera la parte superiore della mela con lo zucchero di canna e si riempie il foro con la cannella e l’uvetta ben strizzata, premendo bene. Si avvolge la mela con la pasta, si toglie la parte in eccesso e si preme delicatamente per modellarla, assicurandosi che sia ben aderita alla mela. Con i ritagli di pasta si formano delle foglie; nella parte superiore della mela rivestita si colloca il chiodo di garofano che fungerà da picciolo e intorno si posizionano le foglie create. Si spennella la mela rivestita con il latte e si spolvera con lo zucchero semolato. Si depone in una teglia rivestita di carta forno e si mette in forno caldo a 180° C per 30-40 minuti circa, fino a che la superficie sarà leggermente colorata.




Mela rivestita aperta con visione del ripieno di uvetta e cannella









21 commenti:

  1. che delizia queste mele ripiene, le proverò! Un abbraccio SILVIA

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  2. Veramente ottima questa ricetta con le mele da provare grazie e buona giornata

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  3. Deliziosa da non poter resistere. Peraltro ricca di una storia che affascina. Grande Fra!!

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  4. ma che bello questo post, molto interessante, grande libro Emma, e la mela? fantastica preparata così con un guscio di pasta e spezie dentro, mi piace un sacco!!!

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  5. Una mela quasi stregata.....dall'incantevole ripieno........

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  6. ...ma ti prego...
    ma che super ricetta è mai questa?
    devo proprio testarlo questo scrigno di mela

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  7. Adoro "Emma" e tutto ciò che ha scritto la Austen! Io ammiro molto piatti del passato, così eleganti e raffinati
    Un abbraccio

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  8. Fra.. mamma mia che delizia!!!!!!!!!! io adoro tutti i dolci con mele ed uvetta.. smackkkk

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  9. splendido Fra, io di solito mi diletto con la sfoglia a rivestire le pere... questa versione con le mele e brisé è davvero golosa... poi quel cuore riepieno è davvero interessante... bellissima... e anche l'atmosfera che hai creato intorno a questa preparazione fa sognare:* un bacione

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  10. mia madre le preparava spesso, sono buonissime e anche tanto carine. Bravissima.

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  11. questa mela in gabbia mi intriga moltissimo e avendone tante a casa non posso non provare.

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  12. Un dolce tratto da un quadro e che cita la mia amatissima Jane, non può che piacermi. Se poi è di mele, allora siamo alla perfezione! Un bacio

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  13. Ma quanto mi garbano questi tuoi post! e la ricetta la trovo deliziosa!

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  14. Spettacolari! qualche volta ho pensato di cuocere in crosta la frutta ma avevo il dubbio sull'acqua prodotta dalla frutta in cottura, vedo che a te è venuta benissimo, segno :)

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  15. Queste mele ripiene sono una vera delizia , bellissimo il racconto . Una fantastica idea per le feste . Un abbraccio, Daniela.

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  16. Ma è stupenda!!! Sempre un piacere passare a trovarti!!
    Un abbraccio, buon pomeriggio!

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  17. ma quanto è bella Fra, mi piace l'idea della mela ripiena di uvetta, ottima ricetta da provare sicuramente e poi adoro le mele cotte...ciao

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  18. Anch'io le ho fatte l'altro giorno e messe su fb (devo ancora mettere a posto le foto per il blog!!!), non resisto a questi dolci semplici, ma sempre buoni. Molto bella la ricetta

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  19. Buonissime e stragolose! Mi hai fatto ricordare con questa tua ricetta la mia mamma, ne gradiva una tutte le sere come dessert, lei, da golosastra nella farcia voleva che ci aggiungessi anche qualche amaretto secco sbriciolato! Grazieeee e complimentiiii
    Ti abbraccio
    ciaooo

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  20. mi hai fatto venire l'acquolina in bocca, che delizia!

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Grazie per i commenti e consigli, sono sempre ben accetti.

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